Sicurezza
Don Biancalani scrive al Papa «Ci dia speranza e serenità»
A Vicofaro si attende l’ordinanza del Comune per lo sgombero dei migranti Sarà presentata domani la denuncia-querela nei confronti del ministro Salvini
PISTOIA
Stavolta don Massimo Biancalani si rivolge direttamente a Papa Francesco. Di fronte al rischio sempre più concreto di un’ordinanza di sgombero della canonica di Vicofaro, dove sono ospitate circa ottanta persone, per lo più migranti, il parroco di Vicofaro e Ramini ha scritto una lettera a Bergoglio, chiedendogli “ un intervento che restituisca speranza a questi nostri fratelli e serenità alle nostre comunità”. Don Biancalani ha illustrato ai media ieri pomeriggio la lettera che – ha detto – consegnerà a don Luigi Ciotti in occasione della Marcia della pace (vedi articolo a fianco) e che porterà con sé quando, dal 17 al 20 settembre, parteciperà come relatore al convegno internazionale su razzismo e immigrazione organizzato dal Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale e dal Consiglio mondiale delle Chiese, convegno al quale l’ultimo giorno sarà presente lo stesso papa Francesco.
Nella lettera, firmata dalle comunità parrocchiali di Vicofaro e Ramini/Bonelle e dal Centro di accoglienza don Lorenzo Milani di Pistoia, si ripercorrono le ultime vicende dell’attività di accoglienza dei migranti portata avanti a Vicofaro, compresi i controlli di vigili del fuoco e Asl che hanno messo in rilievo la situazione pericolosa della canonica, con il rischio di incendi e gli impianti fuori norma. Per questo il Centro di accoglienza straordinario (Cas) di Vicofaro, che ospitava 12 migranti, è stato chiuso, e gli altri ottanta ospiti attendono l’imminente ordinanza del Comune. Il timore di don Massimo è di essere obbligato a smantellare quell’attività di accoglienza che da due anni porta avanti cercando di rispettare le indicazioni proprio di papa Francesco.
Don Biancalani non nasconde l’amarezza, sia per l’isolamento che dice di subire dalle istituzioni – Comune e Diocesi in primis – sia per la mancanza di soluzioni alternative per i “suoi” migranti. «Anche l’ipotesi – dice – di disperderli in varie strutture non va bene, perché separati gli uni dagli altri questi ragazzi potrebbero essere tentati di scappare».
Oltretutto, continua incessante il bombardamento di insulti e minacce, sia sui social sia per lettera. L’ultimo messaggio anonimo con insulti è arrivato ieri mattina. Quanto alle offese via web, è già pronta una nuova raffica di querele, di cui si sta occupando anche un avvocato pratese, Stefano Lorenzetti: tra i destinatari ci sarebbe un esponente triestino della Lega e un consigliere comunale di Forza Italia di Vinci. L’avvocato Elena Baldi si sta invece occupando della querela al ministro Salvini, che verrà depositata domani. «Abbiamo deciso di chiamarlo in causa – dice don Massimo – non solo per quello che ha scritto lui direttamente nei miei confronti, ma per i commenti offensivi che appaiono sulla sua bacheca Facebook e che non vengono rimossi». —
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