Attenzione
Mancano centinaia di docenti di sostegno
L’allarme della Cgil scuola: situazione ancora peggiore dello scorso anno. Pochi gli insegnanti con la specializzazione
PISTOIA
Ancora diverse centinaia le cattedre scoperte per le attività di sostegno nelle scuole della provincia.
Mancano meno di due settimane al suono della prima campanella che riporterà sui banchi di scuola, di ogni ordine e grado, gli studenti di tutta la provincia. Ma, se per quanto riguarda l'assegnazione dei posti in ruolo disponibili e i contratti a tempo determinato, fino alla fine dell'anno scolastico 2018-2019, l'Ufficio scolastico provinciale ha concluso il 31 agosto la maggior parte delle assegnazioni, ancora in alto mare sono le nomine per gli insegnanti che dovranno occuparsi delle attività di sostegno a bambini e ragazzi con handicap.
Numeri ballerini – il fabbisogno definitivo non è stato ancora reso noto – ma che disegnano già un quadro decisamente nero. Le cattedre scoperte sul sostegno nelle 38 istituzioni scolastiche della provincia, infatti, risultano diverse centinaia.
Numeri importanti e per la cui copertura bisognerà “pescare” fra i docenti inseriti nelle graduatorie di istituto in seconda fascia (ovvero i docenti abilitati all'insegnamento e solo in alcuni casi con la specializzazione per il sostegno, ma non iscritti nelle Graduatorie a esaurimento) e fra i docenti di terza fascia in possesso del titolo di studio valido per insegnare una determinata materia, ma non ancora abilitati all'insegnamento. Una scelta forzata, visto che le Graduatorie a esaurimento per i docenti con specializzazione nel sostegno sono ormai esaurite.
Toccherà, dunque, ai singoli dirigenti scolastici, tramite la cosiddetta “chiamata diretta”, procedere alla nomina degli insegnanti per le cattedre di sostegno, con supplenze annuali.
«Una situazione – commenta Lucia Bagnoli, segretaria provinciale della Cgil Scuola – decisamente peggiore dello scorso anno. I numeri non sono ancora definitivi, ma si parla di diverse centinaia nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta la provincia. Questo ha indubbiamente gravi ripercussioni sopratutto sui ragazzi, che avrebbero invece necessità di continuità scolastica e docenti formati per svolgere le attività di sostegno».
In generale, comunque, lo stato di precarietà delle scuole pistoiesi, come ricorda Bagnoli, emerge anche da un altro dato. In provincia, infatti, sono presenti 38 istituzioni scolastiche (di cui 22 istituti comprensivi, uno omni comprensivo, un Centro provinciale per l'istruzione degli adulti e 14 istituti superiori di secondo grado) di cui 16 sono senza dirigente scolastico titolare. Ragione per cui sono stati dati in reggenza ad altri dirigenti scolastici. Diciannove istituti, inoltre, sono sprovvisti del direttore dei servizi generali e amministrativi titolare, per cui gli assistenti amministrativi sono chiamati ad assumere quel ruolo, mentre loro stessi vengono sostituiti da altro personale supplente. La conclusione di Bagnoli è che « È evidente lo stato di precarietà a livello dirigenziale e organizzativo». —
VALENTINA VETTORI
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