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Cassa di espansione: ci penserà il Comune

SAVERIO MELEGARI
Cassa di espansione: ci penserà il Comune

L’assessore Bartolomei rassicura gli abitanti de Il Chiodo «Il bacino non è nostro, ma l’erba la taglieremo noi»

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PISTOIA

«Conosciamo bene la situazione e possiamo assicurare che, come ogni anno, la cassa d'espansione verrà ripulita, anche se sarà opportuno riuscire a sanare quanto prima questo problema, perché la manutenzione non spetterebbe al Comune». Rassicura in questo modo i cittadini de Il Chiodo Alessio Bartolomei, assessore comunale alla protezione civile ed all'assetto idrogeologico. Si parla della situazione emersa ieri sul “Tirreno” sullo stato d'incuria della cassa d'espansione lungo il fosso Acqualunga, che porta verso sud le acque dalla zona industriale di Sant'Agostino: erba alta ovunque e minor capacità complessiva di captare l’acqua in eccesso.

«Ci sarà da sanare una situazione che non è mai stata sistemata - ammette Bartolomei - e cioè la gestione e la manutenzione di quella cassa d'espansione devono passare alla Regione Toscana ed al Consorzio di bonifica: siccome, però, a suo tempo fu realizzata dal Comune di Pistoia, allora siamo ancora fermi a quella prassi quando invece dovrebbe essere consegnata al Genio Civile. Stiamo attendendo delle risposte a riguardo, nel frattempo però lo sfalcio dell'erba verrà fatto regolarmente per rispettare i piani in vista dell'arrivo dell'autunno».

È proprio questa una delle richieste che, come esposto chiaramente dai residenti che hanno protestato, è l'aspetto che preoccupa maggiormente. Ma per l'assessore, però, c'è anche un altro aspetto di cui tenere conto. «Oramai sono degli anni che la cassa d'espansione de Il Chiodo è attiva - ricorda Alessio Bartolomei (effettivamente lo è dal 2011, ndr) - pertanto con il passare delle piogge e dello spostamento di materiali, terra e detriti, il fondo si è rialzato. Questo perché, vista la zona facilmente allagabile, la cassa spesso accoglie l'acqua in quantità anche importanti. Ripeto: noi faremo il nostro dovere come tutti gli anni a breve, ma poi il compito è quello di aprire un tavolo per consegnare il tutto al Genio Civile che si dovrà occupare anche di questo aspetto, ovvero di fare degli interventi per ripristinare i livelli iniziali».

Anche perché dai 25.000 metri cubi iniziali al momento dell'inaugurazione, fra un livello più alto del terreno e l'erba che non viene tagliata il rischio è che il contenimento sia notevolmente inferiore, tornando a creare grossi problemi a chi abita a Il Chiodo. —

SAVERIO MELEGARI

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