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Pistoia

Il presidente Rossi con don Biancalani «Qui si accoglie senza fini di lucro»

VALENTINA VETTORI Altro servizio a pagina 3
Il presidente Rossi con don Biancalani «Qui si accoglie senza fini di lucro»

Il governatore in visita al Centro di accoglienza sgomberato per problemi di sicurezza. Scatta la polemica con Salvini

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PISTOIA

Un abbraccio per manifestare vicinanza e solidarietà a don Massimo Biancalani e ai 12 migranti ospiti del Centro di accoglienza di Vicofaro, temporaneamente chiuso dalla Prefettura per questioni di sicurezza rilevate dai controlli di Asl e vigili del fuoco. Poi la richiesta al ministro degli Interni Matteo Salvini di restituire l'autonomia alla Toscana nella gestione dell'accoglienza a discapito del sistema dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria)ora gestiti dai prefetti.

Il governatore Enrico Rossi, nella tarda mattinata di ieri, ha fatto visita al parroco diventato simbolo dell'accoglienza dei migranti, lanciando anche una raccolta fondi per effettuare gli interventi richiesti per mettere in sicurezza la canonica che, oltre ai 12 migranti ospiti del Cas, accoglie altri 80 giovani circa espulsi dai progetti di accoglienza ufficiali.

«Sono venuto qui per testimoniare la mia personale vicinanza a una realtà che fa accoglienza senza fini di lucro, e per sollecitare una reazione da parte dei cittadini toscani a raccogliere fondi per la realizzazione degli interventi necessari alla riapertura del centro – dice Rossi –, portando anche un mio contributo personale». Per la cronaca, l’Iban della parrocchia di Vicofaro è IT06G0626013827000003000000.

Poi Rossi passa al contrattacco. Il tweet di Salvini che esulta per la chiusura del centro? «È evidente che esiste un problema di regolarità delle strutture che accolgono, ma faccio presente al ministro che sono state le Prefetture a fare i bandi per individuare le strutture, non le Regioni, non i Comuni. Ben venga, dunque, che si facciano le verifiche. E per quanto mi riguarda, mobiliterò le Asl in modo che ci siano ovunque controlli per garantire strutture a norma».

Ma questa gestione dell'accoglienza funziona? «Il modello di accoglienza toscano era quello del 2011 – rivendica Rossi – Quando la Regione gestiva direttamente le strutture, attraverso il coinvolgimento dei territori. Adesso, invece, sono le Prefetture a gestire i centri, non senza problemi». Per questo, aggiunge, «mi auguro che Salvini possa accogliere la nostra richiesta di gestione autonoma dell'accoglienza, come Regione Toscana, perché quando ce ne occupavamo noi, insieme ai Comuni le cose andavano meglio. Non metto certo all'indice le Prefetture, ma questo tipo di gestione ha mostrato più di un problema. E poi bisogna che Parlamento e Governo intervengano sulla riduzione del tempo per il riconoscimento dello status di rifugiato e che sia consentito loro, nel frattempo, di svolgere attività lavorative». E alla domanda se nel caso di Vicofaro ci sia stato un accanimento, Rossi non entra nel merito, ma sottolinea come «nei controlli ci vuole un trattamento equo per tutti. Lo ribadisco, quando c'era il modello gestito dalla Regione, queste cose non erano all'ordine del giorno». —

VALENTINA VETTORI

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