Il Tirreno

Pistoia

l’arresto 

Pugni e minacce ai genitori novantenni per comprare la coca

MASSIMO DONATI

Figlio aguzzino in carcere dopo l’indagine portata avanti  a ritmi serrati dai carabinieri per scongiurare il peggio

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PISTOIA

«Non è ora che voi moriate? Quando morite vi sputo sulla tomba». E poi i cazzotti in faccia e sulle braccia, i coltelli da cucina messi alla gola o puntati contro gli occhi, i bastoni per camminare spezzati per dispetto almeno una volta alla settimana, le mani strette attorno al collo, le minacce di morte, le offese, i mobili della casa spaccati... Per avere dai genitori ormai quasi centenari i soldi per comprarsi la cocaina e fare la bella vita fra alcol e donne.

Per i due anziani coniugi, un inferno iniziato addirittura una trentina di anni fa. E a cui hanno messo fine i carabinieri di Quarrata, che, al termine di un’indagine portata avanti a ritmi serrati per scongiurare il peggio, ieri mattina sono andati ad arrestare il figlio aguzzino: l’uomo, nullafacente di 55 anni (non possiamo scrivere le generalità per non rendere identificabili i genitori), colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale, è stato portato nella casa circondariale di Pistoia, dove nei prossimi giorni sarà interrogato dal giudice. Maltrattamenti in famiglia aggravati ed estorsione i reati a lui contestati.

Terrorizzati, i due anziani coniugi, che abitano in una frazione della Piana pistoiese, non hanno mai voluto denunciare il figlio. Nonostante negli ultimi anni la dipendenza dalla droga lo avessero reso sempre più violento: finiti in pochi giorni i soldi degli affitti incassati mensilmente dagli appartamenti a lui regalati dagli stessi genitori, si presentava quasi quotidianamente a casa loro per averne degli altri. Soprattutto dalla madre, tra l’altro ultimamente costretta su una sedia a rotelle. Ogni volta, 100, 200 euro. E quando non gli venivano dati tutti quelli che chiedeva, scattava la violenza. Tanto che la donna adesso non riesce neppure più a mangiare da sola a causa dei danni a un tendine del braccio causati dai pugni del figlio. Mentre il marito, colpito con un pugno in faccia appena lo scorso giugno, fatica ormai anche a muoversi per via dei maltrattamenti subiti.

Il loro aguzzino, durante le sue incursioni, non si preoccupava neppure della presenza in casa della badante o di altri parenti. Ma, in assenza della denuncia da parte degli anziani coniugi, sono state proprio le testimonianze di queste persone a consentire ai carabinieri di raccogliere gli elementi necessari per procedere d’ufficio per il reato di maltrattamenti in famiglia. Un’indagine partita a fine luglio, dopo il quadro allarmante dipinto dalla badante della coppia ai militari intervenuti dopo l’ennesima incursione del 55enne in casa dei genitori. Ai quali il figlio aveva più volte detto che se lo avessero messo in galera tanto sarebbe uscito dopo qualche giorno e, a quel punto, li avrebbe ammazzati. Da queste testimonianze era emersa la sconcertante serie di violenze commesse, tra l’altro nei confronti di due persone ultranovantenni e non autosufficienti. —

MASSIMO DONATI

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