Gioco
Minaccia la sua ex suocera puntandole un pugnale al petto
Provvedimento restrittivo del Gip per il quarantenne che ora non potrà avvicinarsi a più di 500 metri dalla casa dove abita l’ex moglie assieme ai figli della coppia
sambuca
Notata quell’ombra dietro i vetri smerigliati della porta di casa, ha aperto e si è trovato di fronte l’ex genero. Che tirata fuori la mano da dietro la schiena ha puntato un pugnale al petto della donna iniziando ad urlare con lo sguardo spiritato: «Vi ammazzo tutti, vi ammazzo tutti». E solo quando, con grande sangue freddo, lei ha afferrato da dietro la porta un bastone per difendersi, lui, sempre gridando, se ne era andato, dileguandosi sul suo furgone. Non prima di aver minacciato che si sarebbe portato via i figli, e che nessuno li avrebbe più rivisti.
Erano stati momenti di paura quelli vissuti nel primo pomeriggio del 18 maggio scorso dalla donna, nonché dalla figlia e dai nipotini della stessa che avevano assistito alla scena nascosti dietro i vetri dell’abitazione. Teatro della plateale minaccia, una piccola frazione della Montagna pistoiese, nel comune di Sambuca. L’altra mattina, al termine delle indagini dei carabinieri, la gip del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, su richiesta del pm Giuseppe Grieco, ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti dell’uomo. Iindagato per i reati di minaccia aggravata dall’uso delle armi, violazione di domicilio e molestie, il quarantenne, residente ora nella provincia di Modena (non scriviamo le generalità per non rendere identificabili le vittime), non si potrà avvicinare a meno di 500 metri dalla ex moglie, così come dai luoghi da lei frequentati, compresa quindi la casa dei genitori, dove lei adesso vive assieme ai figli.
Come detto, l’episodio che ha portato al provvedimento restrittivo del giudice delle indagini preliminari è del 18 maggio scorso, tuttavia già in precedenza l’indagato aveva ripetutamente minacciato e molestato la ex moglie e la sua famiglia, sempre però attraverso telefonate, nel settembre precedente. Tuttavia quel giorno era andato oltre, presentandosi – dopo aver scavalcato il cancello del giardino – alla porta di casa della donna. Ad aprire era stata la suocera, che già il 12 settembre 2017 aveva pagato le conseguenze del comportamento dell’ex genero: al termine dell’ennesima telefonata di minacce a cui aveva risposto lei, la donna si era sentita male, era svenuta e aveva sbattuto la testa. Portata all’ospedale, era stata ricoverata per sette giorni.
Fatto sta che nel pomeriggio del 18 maggio si era vista puntare un coltello contro, mentre l’ex genero gridava che voleva vedere i figli, che li avrebbe portati via, che avrebbe ammazzato tutti loro. Mentre i bambini e la ex moglie (che nel frattempo telefonava ai carabinieri per chiedere aiuto) assistevano terrorizzati dalle finestre del piano di sopra alla scena.
L’altra mattina, la decisione del gip, presa per impedire la «forte probabilità» di reiterazione del reato. –
MASSIMO DONATI
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