Italia
«Non avrei mai voluto estrarli». Racconti dal ponte della morte
La squadra pistoiese dei Vigili del fuoco, composta da otto uomini e una donna, è rientrata ieri sera da Genova. Ha collaborato nelle ricerche e nell’aiuto agli sfollati
PISTOIA. «Non avrei mai voluto estrarli». I quattro ragazzi di Torre del Greco risultavano dispersi dalla sera precedente, il 14 agosto. All’alba del 15, Ferragosto, il ritrovamento dei corpi nelle lamiere della Volkswagen Golf schiacciata da tonnellate di cemento armato.
C’erano anche dei pompieri di Pistoia nel gruppo che ha ritrovato Matteo Bentornati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, tutti di età compresa tra i 26 e i 29 anni, partiti dalla Campania e diretti a Barcellona.
Alle 11, 50 del 14 agosto il ponte Morandi a Genova è crollato, portandosi dietro due campate e un numero di morti e feriti ancora in fase di definizione, ma certamente decine (ieri sera erano 39 le vittime). Una catastrofe senza precedenti nella storia della viabilità italiana, che vede Atlantia (la società che detiene la maggioranza delle quote di Autostrade, di proprietà della famiglia Benetton) nel mirino del governo, pronto alla revoca della concessione.
Il tratto di viadotto crollato, un centinaio di metri, attraversa il torrente Polcevera, dove quasi si appoggia alle palazzine del quartiere Certosa. Sono più di 600 gli sfollati a scopo precauzionale. Tutti i comandi delle regioni limitrofe alla Liguria, o comunque vicine, hanno inviato mezzi e uomini. Così la Toscana. Da Pistoia e Prato sono partiti 9 Vigili del fuoco per ciascun comando (tra cui due donne). La loro missione, iniziata lunedì pomeriggio, è terminata nella tarda serata di ieri. Nel pomeriggio infatti è arrivato l’ordine del rientro alla sede da parte della Direzione regionale. A Genova resteranno le unità regionali.
Hanno scavato con le mani, hanno usato autoscale e autogru, i colleghi di Livorno hanno lavorato con la preziosissima collaborazione dei loro cani. E poi c’erano i Saf, i pompieri che salivano e scendevano con le funi alla ricerca di persone ancora vive. È un’esperienza che ha segnato ciascuno di loro. Per direttive superiori non sono autorizzati a rilasciare interviste o dichiarazioni. Il modo per scaricare la tensione restano i parenti, gli amici, i social. Dove ogni tanto viene scritta una frase, postata una foto.
Anche i pompieri pistoiesi hanno dato il loro contributo. Un contributo di sudore e speranza che talvolta, come nel caso dei ragazzi di Torre del Greco, si è trasformata in lacrime. Hanno lavorato ininterrottamente per 13 ore dal loro arrivo. E anche dopo, i momenti di riposo non sono stati molti. Ma l’adrenalina era tale che la fatica non si è sentita. Sono stati impegnati nell’estrazione dei morti e dei feriti, nei sopralluoghi, e ieri i hanno anche aiutato gli sfollati a portar via dalle abitazioni le loro cose. A meno di contrordini dell’ultimo momento, oggi sarà il giorno del rientro. E niente, probabilmente, sarà come prima.
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