Il Tirreno

Pistoia

Maternità revocata: dall’Inps non arriverà nessuna “stangata”

Valentina Vettori
Maternità revocata: dall’Inps non arriverà nessuna “stangata”

Pistoia, trovata la soluzione per la giovane madre a cui venivano chiesti indietro 20.000 euro

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Svolta positiva nella vicenda della giovane mamma pistoiese che, a distanza di due anni dal parto, si era vista recapitare dall'Inps la richiesta di restituire circa 20.000 euro per una errata comunicazione relativa all'attivazione della indennità di maternità obbligatoria. Soldi che, in realtà – come emerso successivamente – l'istituto non aveva richiesto direttamente, e per la totalità della cifra, alla donna, ma al suo datore di lavoro. Dopo la denuncia del caso sulla colonne del “Tirreno” del 28 luglio scorso, ora arriva la buona notizia: la posizione della donna – fa sapere lo stesso Inps – sarà recuperata, d’intesa con l’azienda, dopo ulteriori accertamenti relativi alle erogazioni per maternità, risalendo al regolare versamento anticipato delle somme da parte del datore di lavoro.

La storia di mamma Chiara (il nome è di fantasia per non permettere l’identificazione della figlia, affetta da una grave malattia, ndr) era stata affidata a una lettera di sfogo inviata dalla donna, e che il “Tirreno” aveva pubblicato, prendendo anche contatti con l'Istituto nazionale di previdenza sociale, prima a livello locale e poi a livello regionale.

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A distanza di qualche giorno, è arrivata la replica dell'Inps, che chiarisce la posizione dell'istituto nei confronti della donna e spiega come procederà.

“La Direzione regionale Inps per la Toscana – si legge nella nota inviata al “Tirreno” – si è prontamente attivata per il caso della giovane mamma pistoiese, pur non essendo addebitabili all’Istituto i provvedimenti sanzionatori attuati dal datore di lavoro nei confronti dell’interessata”. Questo perché, come detto, la richiesta di restituzione dei soldi (cifra “gonfiata” anche da sanzioni, frutto dell'errata comunicazione di maternità da parte della donna, che aveva determinato per il datore di lavoro la perdita delle agevolazioni relative all'assunzione di una collega che aveva coperto il periodo di assenza di Chiara) era stata rivolta all'azienda, e non alla lavoratrice.

«La signora – prosegue la nota - è stata ricevuta presso gli uffici della Direzione provinciale di Pistoia dove le sono state fornite tutte le informazioni necessarie in relazione al suo caso». Contemporaneamente, la direzione regionale dell'istituto ha anche attivato la competente direzione centrale con sede a Roma. La posizione della donna, quindi, sarà «recuperata, d’intesa con l’azienda, dopo aver accertato che le erogazioni per maternità sono state regolarmente anticipate dal datore di lavoro».

Come in effetti è successo, per l'intero periodo di maternità della donna.

L'incubo di Chiara era cominciato nel novembre del 2017, quando lei e il marito – dopo aver scoperto la malattia della figlia – avevano richiesto all'Inps un congedo dal lavoro che consentisse alla mamma di assistere la piccola a tempo pieno. La richiesta era subito stata accolta, ma aveva determinato anche una verifica complessiva della posizione della donna. Da quest’ultima era scaturita la scoperta della documentazione incompleta relativa alla precedente richiesta di indennità di maternità. Un difetto che sul momento nessuno aveva segnalato né tanto meno comunicato alla diretta interessata, la quale non aveva avuto così neanche la possibilità di rimediare in tempo utile. Di qui la pessima notizia dell’ordine di restituzione delle somme percepite durante la maternità.

Ora la svolta, e l'auspicio che – oltre che per questa vicenda che sta andando a posto – mamma Chiara possa tornare a sorridere soprattutto per la guarigione della sua piccola. —


 

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