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Investigatori al lavoro su bossolo e testimoni

PISTOIASaranno gli investigatori della Digos a dover far luce sull’episodio avvenuto giovedì sera ne pressi della chiesa di Vicofaro. Al momento, l’unico elemento concreto che hanno in mano è il...

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PISTOIA

Saranno gli investigatori della Digos a dover far luce sull’episodio avvenuto giovedì sera ne pressi della chiesa di Vicofaro. Al momento, l’unico elemento concreto che hanno in mano è il bossolo consegnato loro da don Biancalani e dal giovane nigeriano protagonista suo malgrado dell’eclatante vicenda. Bossolo che fin dalla prima occhiata è stato valutato dai poliziotti per quello che era: un proiettile a salve, di quelli utilizzati nelle “scacciacani”. Pistole, perfette riproduzioni di quelle vere, che, per il fatto di avere la canna “piena”, ostruita da una colata di acciaio, non vengono catalogate dalle normative neppure come armi, bensì come “dissuasori acustici”.

Fatto sta che i proiettili a salve sono caricati sì con polvere da sparo ma al momento del contatto tra percussore e detonatore, dell’esplosione, non viene sparato nulla. Il bossolo, in acciaio come quelli “veri”, nella sua parte anteriore non ha infatti l’ogiva, la pallottola in piombo. Ha invece un tappo di plastica, con una spaccatura a croce, che si apre al momento della detonazione e che lascia passare la fiammata, che poi si disperde attraverso delle apposite fessure sulla parte superiore della canna (che, come detto, non è cava).

Gli uomini della Digos, inoltre, sono alla ricerca di testimoni che possano aver notato – prima o dopo l’episodio – i due giovani in bicicletta che hanno esploso il colpo. —

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