La protesta
Il “sogno” di Galardini «Nell’ex Globo una casa per il cinema italiano»
Il presidente di Presente italiano lancia le sue idee per il futuro del cinema chiuso a giugno «Da un dispiacere può nascere un’opportunità per la cultura»
Pistoia
«Quando chiude un cinema è sempre un dispiacere, ma può essere l’occasione per dare vita a una serie di nuovi progetti culturali per la città, supportati dalla cittadinanza e dall’associazionismo. Progetti in grado di caratterizzare Pistoia, per la loro unicità». A provare a vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante la chiusura dello storico cinema Globo, è Michele Galardini, ideatore e direttore artistico del festival di cinematografia Presente italiano, che – contattato da Il Tirreno – sogna in grande.
E lancia alcune idee per dar vita a una nuova era per il Globo. Società proprietaria dell’immobile permettendo. Visto che la scelta, dopo 17 anni, è stata quella di non rinnovare il contratto di affitto della sala ai gestori di Mabuse Cinema.
«Con la chiusura di quel luogo – spiega Galardini – si perde un presidio culturale, un luogo di luce e un punto di riferimento e di incontro del centro storico». Se, però, il cinema potesse riaprire, come in molti in città auspicano, «sarebbe opportuno immaginare un progetto diverso da quello attuale, più ampio e condiviso tra più soggetti».
Perché oggi, per un piccolo cinema di città, la cui programmazione si distingue per i film d’autore e un pubblico di nicchia, la lotta quotidiana è contro le multisala, che sono sì più commerciali, ma anche in grado di attirare decisamente un pubblico più vasto.
E qualche suggestione Galardini la lancia già, come l’idea di una “Casa del cinema italiano”, in grado di caratterizzare Pistoia per la sua unicità, dove proiettare le pellicole di registi italiani di ieri e di oggi. Oppure una sala che, oltre alle proiezioni, offra ai suoi frequentatori anche un luogo più ampio di cultura, incontro, socialità e scambio. In una formula a trecentosessanta gradi dove oltre al cinema – magari – si possano offrire eventi culturali di altro genere, ma anche aperitivi e divertimento.
L’importante, sottolinea il direttore di Presente italiano, è dare vita a «un progetto che metta in rete le associazioni del territorio, i soggetti che operano nel mondo della cultura e non si rassegnano a certe derive». E per questo cita Luca Barni di Mabuse Cinema, fino alla metà di giugno gestore della sala del Globo «che, per anni, ha mantenuto vivo un luogo straordinario, nonostante le mille difficoltà» e ancora le associazioni pistoiesi e la stessa comunità di cittadini.
«Il Globo è un cinema stupendo – conclude Galardini – l’auspicio è che si possa riuscire a investirci, attraverso un vero progetto di rilancio». Proprietà permettendo, appunto. –
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