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GIOSTRA DELL’ORSO IL GIORNO DOPO 

Simone Gianni: giusto cambiare le regole ma adesso vanno bene

Saverio Melegari
Simone Gianni: giusto cambiare le regole ma adesso vanno bene

La sfida del 2018 ha saputo esaltare i “vecchi” cavalieri Parla il giallorosso vincitore dello Speron d’Oro 

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C'è una storia che va raccontata della Giostra dell'Orso 2018 che, nel bel mezzo dell'eccitazione per la vittoria o con la rabbia della sconfitta, magari non è venuta fuori subito: due dei cavalieri che hanno ottenuto il maggior numero di punti, vale a dire Alessandro Culatore per il Cervo Bianco e Simone Gianni per il Leone ( alla fine vincitore anche dello Speron d'Oro), arrivano dal passato, ovvero da ciò che succedeva prima del 2014.

Perché va bene la velocità moderata, va bene i giovani, le amazzoni sono bravissime, ma il nuovo regolamento ha fatto capire che un po' si può tornare a spingere con la velocità, pur in massima sicurezza, e che la precisione continua a contare tantissimo.

Così in casa Leon d'Oro si festeggia, dopo la Giostra 2017, un'affermazione singola dello stesso Simone Gianni che, dopo una vita nel Drago, si è gettato in questa nuova avventura.

«Da quando mi ero fatto male l'ultima volta che ho corso prima del 2014 non ero più tornato in pista in piazza Duomo - commenta il cavaliere di Porta San Marco - quindi tornare e vincere lo Speron d'Oro mi fa essere davvero soddisfatto. Ho deciso di ripartire in un anno in cui la formula mi piaceva perché, fino all'anno scorso, era decisamente monotona e troppo lenta. La differenza maggiore che ho trovato? Questa Giostra dell'Orso è molto più tecnica di quella vecchia: prima c'era velocità, tanta, il binomio contava e ci voleva molto più fegato visto che si era arrivati al limite massimo e, purtroppo, si sono anche viste le conseguenze. Adesso si può fare una manifestazione bella, magari senza il tempo minimo, perché per picchiare due volte ci vuole un'ottima preparazione».

Il percorso di avvicinamento del Leon d'Oro è stato complicato ma, alla fine, i giallorossi hanno rischiato il clamoroso bis. «Per noi è un anno di ripartenza - continua Simone Gianni - con Simone Santini che ha ripreso in mano la situazione soltanto un mese fa: è venuto da me a chiedermi aiuto ed abbiamo cercato di fare il meglio avendo trovato persone che credono in noi».

Un successo da dedicare a chi, purtroppo, non c'è più. «I miei genitori sarebbero stati contenti - conclude il cavaliere del Leone - sono sempre stati vicini alla Giostra dell'Orso e si meritano questa dedica». —



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