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Minacce e schiaffi al commesso del forno: condannato rapinatore

M.D.
Minacce e schiaffi al commesso del forno: condannato rapinatore

Due anni e otto mesi al 37enne armato di coltello arrestato dalla polizia dopo un colpo messo a segno in viale Adua

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PISTOIA. «Se non mi dai 20 euro ti metto un coltello alla gola» aveva intimato non appena messo piede nel negozio. E quando il commesso, che in quel momento stava facendo le pulizie prima di tirare giù il bandone, gli aveva detto di no, lui era andato dietro il bancone, gli aveva mollato tre ceffoni e aveva arraffato 20 euro dalla cassa. Prendendosi poi anche una birra dal banco frigo. E prima di fuggire, si era voltato verso la telecamera di sorveglianza: «Guardatemi, beccatemi, tanto voglio finire in galera» aveva urlato indicandosi la faccia, per poi dileguarsi in strada a bordo di un’auto.

Era la sera del 2 dicembre scorso quando Claudio Stepich, 37 anni, pistoiese di entia sinti residente nel campo nomadi di via Nazario Sauro, aveva messo a segno la rapina all’interno de “Il Forno” di viale Adua. Ieri mattina, l’uomo, finito in manette dopo le indagini della Squadra volante della questura, è stato processato per rito abbreviato davanti alla gip del tribunale Patrizia Martucci, che lo a condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa.

Ad incastrare l’imputato, gli elementi raccolti subito dopo il fatto dai poliziotti della Volante accorsi sul posto e le successive indagini portate avanti dall’Ufficio prevenzione generale e sicurezza pubblica della questura. Ma soprattutto la registrazione della performance in cui si era esibito il rapinatore davanti all’occhio elettronico dell’impianto di videosorveglianza del forno. Molto noto alle forze dell’ordine, già a una prima occhiata i poliziotti lo avevano riconosciuto nel filmato, e i successivi accertamenti non avevano fatto altro che confermare la sua responsabilità. Da qui, la richiesta da parte della procura della misura restrittiva eseguita l’11 gennaio successivo dagli uomini della Squadra mobile, che avevano rintracciato il 37enne nel campo nomadi di via Nazario Sauro e lo avevano portato in carcere. Dove si trova tutt’oggi.

Lo Stepich era entrato nel forno di viale Adua attorno alle 20,50, quando era già chiuso. Dentro c’era soltanto un dipendente che stava facendo le pulizie: il 27enne lo aveva subito minacciato per farsi consegnare 20 euro, per poi portarsi dietro al bancone, stringerlo in un angolo e prenderlo a schiaffi. Come detto, nel vedere le immagini registrate i poliziotti avevano subito riconosciuto lo Stepich, che ha sulle spalle vari precedenti penali e di polizia, soprattutto per furto. Comunque, alla vittima della rapina era stato mostrato un fascicolo fotografico con varie foto, tra le quali il commesso aveva immediatamente riconosciuto il giovane sinti. —

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