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Truffa dello specchietto giovane pratese fermato dai carabinieri

Truffa dello specchietto giovane pratese fermato dai carabinieri

Aveva appena convinto  un automobilista a consegnargli dei soldi in risarcimento I militari erano stati allertati  da due mancate vittime

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AGLIANA. Questa volta la truffa dello specchietto non è andata a buon fine, e alla fine della storia sono arrivati i carabinieri. Finirà oggi davanti al giudice per l’udienza di convalida il giovane pratese (23 anni) accusato di tentata truffa aggravata che domenica pomeriggio per ben due volte avrebbe cercato di raggirare ignari automobilisti.

Tutto è iniziato domenica pomeriggio in una delle strade più note di Agliana, vicino ad una rotonda. Un’auto cammina lentamente, la vettura che la segue mette la freccia e sorpassa, ma nell’eseguire la manovra sente un colpo.

Le due macchine si fermano e da una esce il giovane pratese, che sostiene sdi aver ricevuto un danno per colpa del sorpasso troppo stretto. Inutile, però, metter di mezzo le assicurazioni: con una somma in contanti il sedicente danneggiato promette di non creare ulteriori problemi.

L’automobilista, però, non è solo: accanto a lui c’è un amico che vuol vederci chiaro e fa coraggio alla vittima designata: niente soldi, ora chiamiamo i carabinieri e facciamo le cose per bene.

Il tempo di discutere un altro po’, poi il giovane rimonta in macchina e si dilegua.

I due, però, i carabinieri li hanno chiamati per davvero. E quando giungono sul luogo dell’ipotetico incidente, offrono loro la descrizione dettagliata del sedicente danneggiato. I militari si mettono subito al lavoro e in poco tempo riescono, sempre ad Agliana, a rintracciare il giovane pratese. Che non è solo: anzi si trova in compagnia di un altro automobilista che sta prelevando soldi in contati al bancomat. Ovviamente quest’ultimo è stato convinto di aver provocato un danno all’auto del giovane e che dietro versamento di una somma adeguata, la cosa finirà lì. Insomma, la classica truffa dello specchietto.

I carabinieri giungono appena in tempo: bloccano la consegna del denaro e arrestano il giovane per tentata truffa. Qualche minuto più tardi e l’operazione si sarebbe conclusa secondo le intenzioni del giovane. Che ora, invece, dovrà rispondere dell’accusa di tentata truffa “aggravata dalla ridotta capacità di difesa della vittima”, come recita il Codice penale. —

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