Il Tirreno

Pistoia

verso la giostra dell’orso 

Il Drago si affida a Menici per interrompere il digiuno

Saverio Melegari
Il Drago si affida a Menici per interrompere il digiuno

Nella formazione rossoverde il fantino che lo scorso anno ha vinto col Leon d’Oro insieme al nipote di “Scompiglio” Bartoletti e alla nipote di “Bruschino”

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PISTOIA

Fa un certo effetto, eppure la vittoria dello scorso del Leon d’Oro ha consegnato la “cuffia” di nonna della Giostra dell’Orso al rione del Drago, il più titolato in assoluto in piazza del Duomo con 23 “cenci” portati a casa.

Eppure Porta Carratica non vince dal 2011 – al netto dei due anni di non assegnazione – e quindi il digiuno è ufficialmente aperto. Lo scorso anno i rossoverdi chiusero al secondo posto avendo la testa della classifica alla penultima tornata prima del sorpasso finale dei giallorossi. E chissà che l’aver strappato uno dei protagonisti col Leone nel 2017, vale a dire Luca Menici, alla concorrenza non possa essere la chiave giusta per tornare ad assaporare il gusto della vittoria, che sarebbe anche la prima dopo la fine dell’era Culatore. Un Drago che guarda al femminile, che pensa ai giovani e che valorizza i figli, e nipoti, d’arte: da un lato le due amazzoni Chiara Provenzano e Francesca Pierucci che hanno già un po’di esperienza, dall’altra Niccolò Francesconi e Valentina Tuci, rispettivamente nipoti di “Scompiglio” Jonathan Bartoletti, che è suo zio, e di “Bruschino” che era il nonno. Quello che non manca, anche in casa Drago, sono le perplessità verso il regolamento. «Ce lo facciamo piacere – spiega il presidente di Porta Carratica, Luca Francesconi, uno dei “formatori” proprio di Scompiglio ai tempi della Giostra dell’Orso prima di spiccare il volo verso piazza del Campo a Siena – Non sono favorevole a colpire il bersaglio per due volte così come la competizione non è paragonabile a quella dello scorso anno visto che il tempo minimo è stato abbassato di tre secondi e c’era persino da pensare di più visto che, cronometro alla mano, non è pensabile correre in meno di 26 secondi quindi, su quello, non penso ci saranno problemi. Adesso, però, c’è da pensare alla gara ed all’impegno che questi ragazzi, ogni giorno, stanno mettendo per farsi trovare pronti. Ci sarà anche un altro ruolo decisivo in questa Giostra: il palafreniere che dovrà essere altrettanto abile a cambiare i bersagli in pochissimi secondi». Una piccola risata e poi si parla d’altro, se non che il palafreniere del Drago sarà proprio lui.

«Essere protagonista in pista è una cosa per me molto sentita – aggiunge Valentina Tuci, la nipote di “Bruschino” – il rione per me è un ambiente familiare che conosco da quando facevo l’asilo: adesso a 25 anni proverò anche questa nuova esperienza».

Fari puntati, poi, su Luca Menici. «Spero di rivincere la Giostra anche quest’anno – taglia corto l’ex cavaliere del Leon d’Oro – mi porto dietro la felicità di aver dato una grossa soddisfazione al proprio rione ed a tutte le persone, anche quelli che non ci credevano. Ora, però, si è voltato pagina e penso solo al Drago e ad addestrare al meglio il cavallo».

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