Gioco
«Va arginata la crescita dei vivai» Anche il Comune contro il Ptc
Palazzo di Giano annuncia la presentazione di osservazioni alla variante generale elaborata dalla Provincia, che sarebbe troppo di manica larga con la vasetteria
PISTOIA. Sembra di essere tornati al 2013, quando sullo spazio da destinare alla potenziale espansione dei vivai Comune (allora il sindaco era Samuele Bertinelli) e Provincia erano schierati su posizioni divergenti: più possibilista l’ente di piazza San Leone, meno di manica larga Palazzo di Giano.
Allora si parlava del regolamento urbanistico del Comune. Questa volta l’atto in discussione è la variante generale al Piano territoriale di coordinamento della Provincia: ma le posizioni sono le stesse, anche se la Provincia è rimasta a guida Pd mentre il Comune è passato ad una maggioranza di centrodestra.
Le associazioni ambientaliste e i comitati locali hanno già cominciato la battaglia a suon di osservazioni al nuovo Ptc, che – questa l’accusa – consente l’insediamento di vasetteria (l’attività ritenuta più impattante dal punto di vista ambientale) in fasce di territorio sin qui risparmiate dall’espansione dei vivai, come quelle lungo la via Montalese e l’asse dell’Ombrone.
Ora anche il Comune annuncia le sue osservazioni, con motivazioni non distanti. “Il nuovo Ptc licenziato dalla Provincia – si legge in una nota del Comune – prevede che nelle aree individuate per l’attività vivaistica sia consentita la realizzazione di impianti di coltivazione in contenitore (vasetterie) senza alcun tipo di verifica né urbanistica né ambientale. Si tratta di un perimetro molto più vasto rispetto a quanto previsto dal vecchio Piano della Provincia e dal Regolamento urbanistico comunale vigente, che andrebbe a occupare una porzione di territorio delicata, essendo il raccordo tra l’ambito urbano e la prima collina - ossia un esteso territorio a nord e a sud della Montalese, le aree sotto la collina di Vinacciano e la zona posta lungo all’asse dell’Ombrone - dalle caratteristiche ambientali, paesaggistiche, infrastrutturali e idrogeologiche particolarmente fragili, in parte sottoposte ad una espansione del vincolo paesaggistico, la cui necessità di tutela contrasta con la destinazione provinciale”.
Oltretutto - osserva il Comune – la Provincia non tiene neanche conto della crisi del vivaismo, che ha lasciato incolti diversi terreni nelle aree tradizionalmente vocate: meglio puntare sul recupero di quelli che sul consumo di nuovo suolo.
Inoltre “non viene inoltre prevista dal Ptc alcuna specifica norma a tutela della salute pubblica e ambientale in relazione all’uso di fitofarmaci, una mancanza questa ritenuta dall’amministrazione grave e necessariamente da colmare prima di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi di estensione delle aree.
Il Piano non affronta nemmeno la questione dei bacini di accumulo né l’aspetto della mitigazione dell’utilizzo della risorsa idrica disponibile, e non risulta essere passato al vaglio del Genio civile per quanto riguarda il rischio idrogeologico”.
Il Comune chiede infine che la variante sia sottoposta alla Valutazione ambientale strategica (Vas) e venga riadottata soltanto a seguito di eventuale esito positivo della stessa.
Per tutti questi motivi Palazzo di Giano ha presentato una serie di osservazioni alla variante generale, che presto dovrà essere riesaminata dalla Provincia. —
FABIO CALAMATI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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