Il Tirreno

Pistoia

VERSO LA GIOSTRA DELL’ORSO 

Cervo Bianco pronto alla sfida ma non firma il regolamento

SAVERIO MELEGARI
Cervo Bianco pronto alla sfida ma non firma il regolamento

Il presidente Giannini: «Due grossi problemi: il tempo minimo non ha senso e la protezione imposta alla curva del Comune è pericolosa per i cavalieri»

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PISTOIA. Non mancano mai le discussioni in casa Cervo Bianco, soprattutto quando c’è da parlare di regolamento e di equilibri all’interno del Comitato cittadino “Giostra dell’Orso” profondamente rinnovato in questo 2018. Ed è da qui che arriva la notizia: il rione di Porta Lucchese è l’unico a non aver firmato le nuove linee direttive della Giostra. Questo non significa che deve essere escluso dalla corsa, visto che il regolamento viene approvato a maggioranza all’interno del Comitato, ma semplicemente ha dato il proprio parere negativo. E non è certo cosa di poco conto.

«Se da un lato sono contento della formula della Giostra che, senza falsa modestia, ho proposto io – confessa il presidente del Cervo Bianco, Alessandro Giannini – dall’altro ci sono due grossi problemi: il primo è che il tempo minimo non ha senso di esistere perché il cavaliere dovrebbe pensare solo al bersaglio, ed invece deve fare i conti anche con la velocità; il secondo è che la protezione interna alla curva del Comune imposta dal ministero per poter avere il via libera alla pista è molto pericolosa perché i cavalieri rischiano di picchiarci e farsi male alle ginocchia. Questo non lo dice nessuno, anzi viene dato credito all’Enpa, che quando è stato chiamato non si è mai presentato. Ci hanno chiesto questo ulteriore intervento nonostante sia stato fatto presente che in quella curva, internamente, non è mai successo niente: se poi mi sarò sbagliato, il 25 sera sarò contento di dirlo. Per tutti questi motivi, ho deciso di non firmare il regolamento».

L’aria, pertanto, è frizzante fra i biancoverdi, che rimangono nel loro centro di allenamento a Santomato per ottenere la massima concentrazione in vista dell’appuntamento del 25 luglio, plasmati dall’esperienza di tre allenatori che hanno fatto la storia della Giostra: Nicola Sandroni, Fernando Del Serra ed Alessio Giannini.

«Sono tre mesi che stanno lavorando molto bene – prosegue Giannini – i cavalli hanno sostenuto regolarmente le visite e corretto quello che c’era da correggere. L’aspettativa che abbiamo è vincere e basta, non ci sono altre vie di mezzo».

La curiosità, però, c’è: cosa ne pensano gli allenatori “storici” della Giostra attuale?

«Il timore più grosso è rispettare i tempi – ci spiega Nicola Sandroni – soprattutto perché poi le condizioni della pista di piazza del Duomo sono sempre differenti da quelle che abbiamo nella scuderia. Il mio auspicio è che , a differenza di altri anni, per le prove siano ugualmente presenti i cronometristi ufficiali. Con questo tempo limite, comunque, i cavalli sono maggiormente tranquilli e gestibili perché colpire il bersaglio per due volte porta via tanto tempo e sarà impossibile correre in meno di 26 secondi». —

SAVERIO MELEGARI .

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