Grifone a caccia del riscatto dalla delusione dell’anno scorso
Il presidente Bucci: «Sarà una gara diversa in quanto il nuovo regolamento impone una maggiore precisione e di conseguenza la velocità si ridurrà»
PISTOIA. Da primi a ultimi il passo è stato brevissimo, ma nella storia della “Giostra dell’Orso” 2.0, quella dal 2015 in poi, il Grifone in un solo anno è passato dalle stelle alle stalle. Il successo nel 2016, con una gara completamente differente, aveva forse illuso sulla regolarità di Porta al Borgo che, invece, nel 2017 ha chiuso in fondo alla classifica. Adesso, però, guidati dalla sagacia del responsabile Giacomo Cresci e dal carisma del presidente del rione Massimiliano Bucci, unitamente all’uomo del dietro le quinte, vale a dire l’ex cavaliere Claudio Bartoletti, il Grifone ci riprova.
Squadra in larga parte riconfermata (non c’è più il solo Federigo Santi), giovane e vogliosa di dimostrare di saper rialzare la testa. «Vogliamo rifarci dalla delusione dello scorso anno – commenta Massimiliano Bucci – anche perché, onestamente, il rione del Grifone era da tanto tempo che non sfilava per ultimo (nella sfilata del 25 luglio i rioni vengono disposti in base alla classifica della precedente edizione, ndr) e quindi c’è da risalire la china. Ci stiamo avvicinando al meglio a questa Giostra viste le vittorie dei nostri due cavalieri a Firenze e San Gimignano. Quest’anno vedremo una gara diversa perché il nuovo regolamento impone una maggior precisione da parte di chi sta sul cavallo e, di conseguenza, la velocità si riduce già con la modifica del dover colpire due volte: basta vedere i risultati delle prove che ne sono un esempio nonostante ci sia chi continua ancora a parlare e dire la sua senza sapere. Direi che adesso la Giostra dell’Orso è diventata ancora di più un’esaltazione del gioco di squadra, perché contano l’animale, il fantino e il palafreniere: speriamo che, con queste modifiche, possa essere più avvincente anche per gli anni a venire».
A stretto contatto con la squadra ed i cavalli c’è il responsabile del rione, Giacomo Cresci, che dopo aver smesso di gareggiare in prima persona vuole trasmettere la sua passione e la sua esperienza ai ragazzi che allena. «Sarà una Giostra incentrata sulla precisione – ammette lo stesso Cresci – e sarà fondamentale anche il feeling che si crea nel binomio. Il pensiero principale di ogni cavaliere sarà quello di colpire ad ogni giro e, per farlo, c’è da mantenere le giuste traiettorie ed una andatura costante. Lo ammetto: come rione non ritenevamo necessario inserire nel regolamento il tempo minimo per poter esser considerata valida la tornata. Il fatto di avere due bersagli da centrare rende tecnicamente la gara più lenta di per se, strizzando l’occhio così alla sicurezza. Andremo in piazza come sempre per l’obiettivo massimo, per di più dopo l’ultimo posto dello scorso anno: c’è tanta adrenalina per questa disfida cittadina con l’idea di riportare il palio in Porta al Borgo». —
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