Gioco
Dalle lasagne di Blunt al tiramisù di Peterson cosa mangiano le star
PISTOIA. Dalle lasagne «super nice!» di James Blunt, che ha fatto il bis, alla panzanella di Alanis Morissette, fino alle lasagne al pesto che hanno conquistato Graham Nash. I gusti delle star del...
PISTOIA. Dalle lasagne «super nice!» di James Blunt, che ha fatto il bis, alla panzanella di Alanis Morissette, fino alle lasagne al pesto che hanno conquistato Graham Nash. I gusti delle star del Blues non hanno segreti per il cuoco Alessandro Borrelli e lo staff della coop sociale Don Chisciotte, presieduta da Laura Ulivi, che, da sei anni, cura i buffet per gli artisti e l'entourage al seguito. Una quarantina di pasti al giorno – di solito pranzo e cena, talvolta anche la colazione e nei casi eccezionali l'“after show” – dove il cuoco prepara i piatti richiesti dagli artisti, e con il suo staff allestisce il buffet nella corte di Palazzo di Giano.
Ma, a differenza di quello che qualcuno potrebbe immaginare, le star internazionali – seppur con qualche eccezione – non hanno grandi pretese in fatto di cucina, e scelgono sempre i sapori tradizionali. «C'è poco da fare – racconta Borrelli – i piatti italiani conquistano sempre tutti». Dall'antipasto al dolce, tutto viene preparato a Capostrada, dove Borrelli - insieme al team della cooperativa Don Chisciotte, che si occupa dell'inserimento lavorativo di persone con disagio - gestisce la cucina all'interno del circolo Arci. I dolci, però, li prepara Francesca. Brownies e cookies, perché un tocco internazionale non guasta mai, ma ad andare per la maggiore sono pannacotta e tiramisù. Lo stesso dolce che, nel 2016, Lucky Peterson definì “il più buono della sua vita”.
«Certo – dice Borrelli - qualche richiesta particolare c'è stata». Come nel 2015, quando il cantautore Passenger chiese una crudité di pesce con tartare di branzino e ostriche, che mangiò alle due di notte, dopo il concerto improvvisato in piazza della Sala.
Ma l'aneddoto più curioso è quello con Sting. «Si era portato dietro il suo chef personale, ma alla fine mangiarono tutti e due i piatti che avevo preparato io». A volere la cooperativa Don Chisciotte nello staff del Blues, lo stesso organizzatore del festival Giovanni Tafuro, che li ha chiamati per la prima volta nel 2012 e poi non li ha più lasciati andare. —
VALENTINA VETTORI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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