Il Tirreno

Pistoia

La storica e folkloristica cornice di bancarelle fu eliminata a furor di popolo quattro anni fa e adesso ricreare quell’atmosfera è molto difficile. L’assessore: ma la strada è quella giusta 

Il Mercatino riparte in sordina ma c’è voglia di ricominciare

VALENTINA VETTORI
Il Mercatino riparte in sordina ma c’è voglia di ricominciare

AMARCORDVinili, abbigliamento vintage, gioielli fatti a mano, oggetti in legno e artigianato di qualità. È un tuffo nel passato – anche se il colpo d'occhio non è esattamente lo stesso – quello a cui...

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Vinili, abbigliamento vintage, gioielli fatti a mano, oggetti in legno e artigianato di qualità. È un tuffo nel passato – anche se il colpo d'occhio non è esattamente lo stesso – quello a cui si assiste percorrendo via Cavour. Il tratto di strada che, fino a lunedì, dal tardo pomeriggio alla sera a mezzanotte sarà animato dal ritorno del mercatino del Blues, storica cornice del festival musicale, cancellata a furor di popolo (“Basta col suq”) nel 2014 e poi tanto rimpianta da tentare di risuscitarla.

I primi ad arrivare ieri pomeriggio hanno sistemato il loro banco intorno alle 17, quando la spunta – al via alle 18 alla Torre di Catilina - per l'assegnazione degli stalli ancora disponibili non era ancora cominciata. In totale, sono 31i posti assegnati e occupati, rispetto ai 38 totali messi a disposizione dal bando del Comune di Pistoia. Sette, dunque, quelli rimasti ancora vuoti ieri. Anche se non è detto che, da stasera fino a lunedì, possano essere tutti riempiti, assegnati proprio tramite il metodo della spunta, che si ripeterà ogni sera, fino a conclusione del festival e che garantirà la priorità a chi ha già ottenuto uno stallo tramite l'assegnazione "last minute".

Un ritorno un po' in sordina, quello del mercatino, determinato da una non ampissima partecipazione al bando (23 gli stalli assegnati in prima istanza), ma comunque un piacevole tuffo nel passato che – fin dal pomeriggio di ieri – ha catalizzato l'attenzione dei tanti passanti. Impossibile la messa a confronto con le stagioni storiche del mercatino, quando l'intero centro storico era invaso dalle bancarelle. Con gli anni, le norme in materia di sicurezza sono cambiate e sono diventate sempre più stringenti, costringendo le amministrazioni a individuare soluzioni alternative. Come il montaggio e lo smontaggio dei banchi, ogni giorno. Un obbligo pesante per gli ambulanti, ma centrale proprio dal punto di vista della sicurezza.

«Niente polemiche – dice Matteo Parlanti di Vinyl Pit, il negozio di vinili in Porta al Borgo, che per anni ha partecipato al mercatino del Blues – Questa è un festa per la città, e io ci tenevo a esserci. L'unica cosa che mi è dispiaciuta, al di là del bando che poteva essere fatto un po' meglio, è che non abbiano aperto agli hobbisti senza partita iva. Perché così hanno precluso la partecipazione di tanti».

«Sono tornata volentieri – racconta Caterina Franceschi, sarta, che produce borse e abiti nel suo laboratorio di via Sant'Andrea – La prima volta è stata nel 2013, ed ero qui in via Cavour, poi nel 2014, quando fu tentata la formula dei banchi dislocati – ero in piazza Spirito Santo».

«Certo non è il mercatino di una volta – gli fa eco, un amico – però è bello che sia tornato. Mi sembra ci sia anche una qualità migliore».

«Negli anni d'oro – commentano dal banco di abiti vintage Hermafur – per le strade c'era tutta un'altra atmosfera rispetto a oggi. Ma è difficile che si possa tornare a com'era una volta. Comunque, vedremo».

Decisamente più ottimista l'assessore Alessandro Sabella che torna a ripetere che la strada intrapresa dall'amministrazione è quella giusta. Ci vorrà del tempo, ma il mercatino tornerà ad avere il suo richiamo, e a fare il pieno di partecipanti. —

VALENTINA VETTORI

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