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Linea 1 dell’inceneritore attiva solo quando Arpat verificherà le emissioni
MONTALE Dopo il superamento del livello di attenzione per le emissioni di diossine registrato a maggio, la linea 1 dell’inceneritore di Montale (ferma da circa un mese per manutenzione) potrà...
MONTALE
Dopo il superamento del livello di attenzione per le emissioni di diossine registrato a maggio, la linea 1 dell’inceneritore di Montale (ferma da circa un mese per manutenzione) potrà tornare a bruciare rifiuti solo in caso di esito positivo del controllo delle emissioni. Mercoledì 11 luglio, la linea 1 sarà attivata a solo scopo di verifica, per poi consentire all’Agenzia per la protezione Ambientale (Arpat) di svolgere le analisi del caso.
Dopo le analisi effettuate sul campione prelevato a fine maggio dal sistema di monitoraggio in continuo della linea, che hanno determinato un valore pari a 0,11 ngTE/Nm3 per le emissioni di diossine, Arpat ha chiesto a Ladurner (società che ha in gestione l’inceneritore), che «alla ripartenza l’impianto venga messo in marcia solo per il tempo strettamente necessario all’effettuazione di un campionamento di PCDD/PCDF (diossine, ndr) discontinuo, con il metodo ufficiale per la verifica del rispetto del limite di legge, e sia poi nuovamente fermato fino a conferma della positiva risoluzione del problema in base ai risultati delle analisi».
«Il campionamento – fa sapere Arpat – è riferito al periodo 14-28 maggio. I risultati dell’analisi a cura del gestore della fiala di campionamento in continuo prelevata il 14 maggio, e relativa al periodo precedente, 30 aprile-14 maggio, avevano determinato il valore di 0,06 ngTE/Nm3, superiore al livello di attenzione di 0,05 ngTE/Nm3, stabilito dall’atto di autorizzazione dell’impianto».
«Si ricorda – chiarisce Arpat – che questo sistema di monitoraggio, aggiuntivo rispetto al controllo richiesto dalla normativa nazionale vigente, non ha una valenza formale per la verifica del rispetto del limite di legge, che è di 0,1 ngTE/Nm3 su un campione preso su un periodo di 8 ore continuative, ma è sicuramente efficace per attivare azioni preventive o correttive, come in effetti è avvenuto in questo caso. Infatti, il monitoraggio in continuo, previsto dalle disposizioni regionali, permette di verificare l’andamento nel tempo delle emissioni di microinquinanti e quindi delle prestazioni degli impianti».
La ragione dell’incremento delle emissioni di diossine è stato individuato dal gestore Ladurner nell’usura del filtro a maniche della linea, che per questo è stato sostituito. «Un’analisi più compiuta della problematica – conclude Arpat – sarà svolta dopo il completamento di tutte le analisi di verifica” . –
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