Il Tirreno

Pistoia

La polemica sugli aiuti a chi ha bisogno 

Bojola a don Biancalani «Comune in prima fila per soccorrere tutti»

Bojola a don Biancalani «Comune in prima fila per soccorrere tutti»

PISTOIA. I servizi sociali del Comune, insieme alle associazioni di volontariato e alla Caritas, si prendono cura quotidianamente di “oltre 1.600 nuclei familiari, il che vuol dire migliaia di...

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PISTOIA. I servizi sociali del Comune, insieme alle associazioni di volontariato e alla Caritas, si prendono cura quotidianamente di “oltre 1.600 nuclei familiari, il che vuol dire migliaia di singoli casi. Donne, bambini e anziani fragili, senza distinzione di etnia o credo religioso, sono oggetto di continue attenzioni”. Arriva da Iacopo Bojola, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, la risposta alla provocatoria domanda che poneva due giorni fa don Massimo Biancalani, il quale sollecitava l’amministrazione di centrodestra ad occuparsi dei cittadini italiani senza tetto da lui accolti in parrocchia, visto che uno degli slogan delle forze governative è appunto “prima gli italiani”.

Bojola risponde squadernando lo sforzo quotidiano degli uffici comunali, che si svolge – aggiunge – “nella massima riservatezza, senza clamori, poiché al centro dell'azione congiunta di tutti i soggetti preposti e coinvolti, non vi è la strumentalizzazione, o l'interesse per perseguire fini personalistici, ma, invece, è incentrata sulla volontà di fare tutto il possibile per alleviare ogni tipo di sofferenza”.

Insomma, il parroco da anni in prima linea nell’accoglienza dei migranti e talvolta criticato per la sua presenza sui media, viene accusato proprio di aver voluto strumentalizzare i casi umani delle persone che hanno raccontato, due giorni fa insieme a don Massimo, le loro storie. “A riprova della falsità di certe esternazioni, sta il fatto che, i casi che vengono montati “ad arte” sono seguiti dai Servizi e dall'Assessore competente, ma non sempre, come in queste vicende, i destinatari delle azioni di affiancamento e sostegno, si rendono disponibili a ricevere l'aiuto proposto, nel rispetto delle norme e delle regole che salvaguardano, sia l'uguaglianza fra coloro che sono assistiti, che l'uso del denaro pubblico”.

“Spesso – conclude Bojola – la ricerca della notorietà, il desiderio di apparire, fanno perdere la lucidità ed il senso della misura” —.



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