Il Tirreno

Pistoia

musica e cultura 

Appello per il Museo delle percussioni «La città del Blues rischia di perderlo»

Alessandra Tuci
Appello per il Museo delle percussioni «La città del Blues rischia di perderlo»

L’associazione Culturidea lancia l’Sos per la collezione di Luigi Tronci: un patrimonio unico, ma serve spazio per ospitarlo

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Un patrimonio culturale semisconosciuto alla città, una passione viscerale per la musica, un appello affinché si riesca a salvare il salvabile. Stiamo parlando della collezione di 800 strumenti a percussione della Fondazione Luigi Tronci e della possibilità sempre più concreta che quel patrimonio possa uscire dalla città, nota in tutto il mondo per il suo Festival Blues, e finire chissà dove.

È stato proprio Luigi Tronci, anima e cervello dell’Ufip, azienda pistoiese di piatti musicali conosciuta in tutto il mondo, a voler creare la Fondazione di cui è presidente, nel 2008, dando vita ad un vero e proprio museo della Musica e degli Strumenti Musicali a Percussione nei locali dell’ex conservatorio di San Giovanni in corso Gramsci. Oggi però quel patrimonio rischia di scomparire: la fondazione ha bisogno di un immobile per ospitare gli oltre 800 strumenti che possiede e che, purtroppo, sono sparsi un po’ ovunque.

A parlarne è Riccardo Fagioli, presidente di Culturidea, l’associazione che ha “salvato” la fondazione sostenendola da diversi anni con eventi e concerti. «La collezione di Luigi Tronci è di proprietà della fondazione e lui vorrebbe regalarla al Comune di Pistoia con un progetto che la valorizzi – spiega Fagioli – ma fino ad oggi non c’è stata una risposta concreta. Ci vuole un progetto, si fa fatica a capire che questo patrimonio è un valore su cui investire».

La collezione della Fondazione Luigi Tronci è composta di circa 800 strumenti musicali, per lo più a percussione extraeuropei e delle tradizioni popolari europee e italiane. Ma ci sono anche sculture sonore, macchine rumoristiche da teatro, organi, macchine e strumenti della fonderia e quant’altro. Un enorme patrimonio che sembra essere passato inosservato anche nell’anno in cui Pistoia è stata capitale italiana della Cultura, e che addirittura pochi pistoiesi conoscono.

«I locali di corso Gramsci sono troppo piccoli, la collezione deve essere riunita e ospitata in un immobile più grande per poterla valorizzare – continua il presidente di Culturidea – abbiamo avuto già un incontro con l’amministrazione comunale a maggio, ora abbiamo chiesto un tavolo tecnico che comprenda noi di Culturidea, la fondazione Tronci, il Comune, la fondazione Caripit e l’Associazione Bande Italiane».

La necessità di trovare un immobile, continua Fagioli, era emersa già durante il mandato dell’ex sindaco Bertinelli che aveva proposto di trasferire la fondazione Tronci in alcuni locali della scuola di musica Mabellini, circa 600 metri di spazi, che però Tronci non aveva ritenuto idonei. Altre proposte sono state scartate. «Servirebbe un immobile di circa mille metri – conclude Fagioli – speriamo che possa smuoversi qualcosa il prima possibile, so che l'amministrazione si sta attivando. C’è un progetto dell’associazione nazionale Bande Italiane: se non si trova un immobile a Pistoia, Luigi potrebbe regalare la collezione a questa associazione. Ma così gli strumenti finirebbero chissà dove». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web