Sicurezza
Tomasi e l’area metropolitana «Sintonia con Firenze e Prato»
Il sindaco: d’accordo sulle cose concrete. Semmai è latitante la Regione Nardella lancia un appello per «far tornare ai toscani» il controllo di Publiacqua
PISTOIA. «L'acqua toscana torni ai toscani». Parola del sindaco di Firenze, il Pd Dario Nardella, che ha partecipato al dibattito insieme al primno cittadino pistoiese, Alessandro Tomasi (FdI), mentre Prato era rappresentata dal vicesindaco Simone Faggi (Pd). «Noi - ha aggiunto Nardella - abbiamo una società, Publiacqua, che condividiamo con Acea, che è una società in gran parte di proprietà del Comune di Roma, quindi i miei cittadini pagano la bolletta dell'acqua e riscuote il Comune di Roma».
Un tema, quello dell’acqua, sul quale l’impostazione di Nardella potrebbe non trovare contrario il Comune di Pistoia, neanche sotto la gestione di centrodestra, almeno stando alle enunciazioni del programma elettorale. Una linea, quella della ripubblicizzazione dell’acqua, che era stata tra gli elementi più enfatizzati dalla giunta Bertinelli, che arrivò a nominare rappresentante in Publiacqua uno degli estensori del referendum per l’acqua pubblica, Luca Nivarra.
Nardella, sollecitando maggiore collaborazione fra le tre città della Toscana centrale, ha poi aggiunto: «Io credo sulla necessità di passare dai contenitori ai contenuti, perché è vero che abbiamo la città metropolitana di Firenze che è una novità istituzionale e le altre due province, Prato e Pistoia, ma è altrettanto vero che sarà necessario completare la famosa legge Delrio, che ha riformato il settore delle province e delle città metropolitane, che ora non sono né carne né pesce».
Per il sindaco di Firenze occorre «più collaborazione tra i diversi enti, tra la politica e le istituzioni, e la necessità di remare nella stessa direzione, ad esempio sul fronte dello sviluppo delle infrastrutture, la possibilità di condividere esperienze, a partire ad esempio dai servizi al cittadino».
«Siamo di colori politici diversi, ma quando si va a ragionare nel concreto siamo tutti primi cittadini». Questa la constatazione di Alessandro Tomasi, primo cittadino di centrodestra (che proprio in questi giorni compie il suo primo anno alla guida della città) tra due amministratori targati Pd.
«Se ci sono problemi ad esempio nell'edilizia scolastica, dal punto di vista sismico, riguardano tutti - ha aggiunto -, così come se ci sono problemi di viabilità e di interconnessione tra le città. Tra noi c'è sintonia. Credo però, e questo lo dico con un tono un po' polemico, che manchi una regia complessiva e questo credo derivi dalla Regione. Se non si hanno le idee chiare a livello regionale su dove si vuole andare, ad esempio sul piano dei rifiuti, poi i Comuni subiscono come un imbuto tutti i problemi».
Resta il fatto che le tre città hanno quanto meno bisogno, oltre che voglia, di dialogare. «Politiche legate al turismo, alla mobilità, alla smart city devono avere una modalità condivisa», secondo il ragionamento del vicesindaco di Prato, Simone Faggi. «Quando le istituzioni avevano lo stesso colore politico - ha aggiunto - non siamo riusciti a creare un percorso condiviso, e questo ci deve spingere a fare ancora di più. Certo l'assetto istituzionale non aiuta, perché città metropolitana da una parte e province dall'altra rendono comunque complicati percorsi di condivisione, però questa è una sfida a cui non ci si può sottrarre: si deve fare». —
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