Il Tirreno

Pistoia

Leoncino in gabbia, una ringhiera a protezione del pozzo sulla Sala

Tiziana Gori
Leoncino in gabbia, una ringhiera a protezione del pozzo sulla Sala

L’assessore Bartolomei: c’è il via libera della Sovrintendenza. Stop ai bivacchi, abbiamo trovato delle pietre staccate 

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PISTOIA

«A trenta centimetri dall’ultimo gradino, alta circa 1 metro e 20 – 1 metro e 40, tutt’intorno al momunento». La Sovrintendenza ha chiesto qualcosa che non impatti troppo sul pozzo rinascimentale. «Una ringhiera – specifica l’assessore ai Lavori pubblici, Alessio Bartolomei – con i chiodi a caldo, non saldata. Una volta avuto il permesso servirà una procedura negoziata per scegliere un fabbro in grado di realizzare il lavoro».

L’ufficio tecnico del Comune sta preparando alcuni progetti da inviare all’architetto Valerio Tesi, della Sovrintendenza ai Beni culturali. Servirà qualche mese, ma non si torna indietro. «Il pozzo del Leoncino è il simbolo della città, credo fosse una decisione da prendere già anni addietro». Non si tratta di proibirne la vista, ma di non bivaccarvi più sopra, come avviene in tutte le sere di movida. E non solo in quelle occasioni. Spulciando tra le foto in archivio sul Tirreno abbiamo trovato immagini del pozzo circondato da cassette di frutta, occupato da persone intente a leggere il giornale o da guide turistiche che, dal gradino più in alto, indicavano il monumento ai turisti spiegandone le origini.

Situato al centro di piazza della Sala il pozzo rinascimentale è opera di Cecchino di Giorgio che nel 1453 modificò il precedente, più modesto.

Nel 1529 un leoncino in pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma a scacchiera della città fu collocato al di sopra dell’architrave del pozzo, per ricordare, attraverso il Marzocco fiorentino, il dominio definitivo di Firenze su Pistoia. Da quel momento il pozzo assunse il nome di Pozzo del Leoncino. Trasferito negli anni’50 del secolo scorso in piazza del Duomo, fu riportato sulla Sala nel 1989.

La decisione di recintare il pozzo con una ringhiera è stata presa dopo che, nelle ultime settimane, sono stati trovati staccati alcuni pezzi di petra. «È una questione di decoro, dopo tutto è il simbolo della città. E le sollecitazioni a fare qualcosa per mettere in sicurezza il Leoncino ci sono arrivate anche da molti cittadino».

Non si tratterà di una spesa faraonica, assicura Bartolomei: «Sotto i 10mila euro. Il geometra Mugnaioni sta preparando alcuni rendering per la Sovrintendenza. Una volta avuto il via libera ci sarà una procedura negoziata per scegliere l’esecutore del lavoro».

E nel frattempo? Soprattutto ora che si avvicina il Luglio pistoiese? Il Comune non vorrebbe usare il pugno duro: «Le telecamere di sorveglianza sono attive, ma al momento non vorremmo servirci delle immagini. Ci saranno più controlli della Municipale, anche perché entro fine luglio entreranno in servizio 5 nuovi agenti. Pensavamo di mettere anche un cartello, ma è un’idea cancellata quasi subito. Sappiamo che non sarebbe durato». –





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