Il Tirreno

Pistoia

Dopo la sentenza del Tar 

Docenti tecnici diplomati contro insegnanti laureati «I discriminati siamo noi»

Valentina Vettori

la guerra dei profpistoiaInsegnanti diplomati tecnico pratici contro insegnanti laureati, secondo round. Dopo le polemiche sollevate dai docenti di terza fascia (non ancora abilitati, ma in possesso...

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la guerra dei prof

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Insegnanti diplomati tecnico pratici contro insegnanti laureati, secondo round. Dopo le polemiche sollevate dai docenti di terza fascia (non ancora abilitati, ma in possesso di una laurea per l’accesso all’insegnamento di una determinata materia) contro quelli tecnico pratici, inseriti dall’Ufficio scolastico provinciale di Pistoia in seconda fascia anche per coprire le cattedre del sostegno ai ragazzi con disabilità, gli Itp rispondono per le rime.

A farsi portavoce delle repliche è Giovanni D’Auria, insegnante di cucina in un istituto professionale alberghiero e rappresentante del movimento dei docenti diplomati. «Vorrei ricordare – sottolinea – che l’inserimento in seconda fascia delle graduatorie di istituto per gli insegnanti tecnico pratici è avvenuta in seguito a ricorsi vinti di fronte al Tar del Lazio».

Il riferimento è alla sentenza 9234 del 2017 che autorizza gli Uffici scolastici provinciali a inserire nella seconda fascia delle graduatorie di istituto (per le supplenze annuali) gli insegnanti tecnico pratici, ovvero il personale di supporto al docente nelle materie tecniche che si insegnano solo negli istituti tecnici e professionali. La protesta montata dai laureati contro i diplomati, dunque, secondo D’Auria, «è del tutto infondata».

In primo luogo, ricorda il docente tecnico, perché a sancire il provvedimento è stata una sentenza del Tar – «a che titolo – si chiede – i laureati invocano il blocco delle assegnazioni delle supplenze sul sostegno?». In secondo luogo perché «i laureati hanno avuto la possibilità di potersi abilitare nel 2008 e poi nel 2011 e nel 2014. Possibilità che ai diplomati non è mai stata concessa».

«Non abbiamo mai potuto conseguire alcuna abilitazione – conclude – e di “percorsi abilitanti speciali” ne sono stati attivati soltanto due, l’ultimo nel 2014, ma che chiedeva già tre anni di esperienza. Una discriminazione».

In provincia sono centosettanta gli insegnanti tecnici che l’Ufficio scolastico provinciale – proprio in virtù della sentenza del Tar del Lazio – ha già cominciato a inserire in seconda fascia, anche per andare a coprire incarichi annuali per il sostegno agli studenti con disabilità. Per il 5 luglio, sulla questione, è atteso anche il pronunciamento del Consiglio di Stato. –

Valentina Vettori

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