Il Tirreno

Pistoia

giostra dell’orso 

«Prima di parlare, venite a vedere»

di Saverio Melegari
«Prima di parlare, venite a vedere»

Il presidente del Grifone difende il nuovo regolamento dalle accuse

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PISTOIA . Prosegue il dibattito intorno al nuovo regolamento della Giostra dell’Orso: dopo le prese di posizione di animalisti e politici degli ultimi giorni, arriva una dettagliata risposta da parte di Massimiliano Bucci, presidente del rione del Grifone, che spiega cosa si fa nei maneggi.

E lancia un’accusa ben precisa: «Nessuno è mai venuto a farci visita, eppure ogni giorno il nostro centro è aperto».

Dopo l’affondo, Bucci entra dunque nel merito della questione. «Venite a conoscerci – scrive il presidente del rione di Porta al Borgo – e poi scrivete pagine di giornali. Fatelo prima di sparare sentenze che non hanno né capo né coda. Ne sono un esempio le prese di posizione di Enpa: affermazioni non veritiere, studiate volutamente per far leva sull’opinione pubblica».

Bucci ricorda che «Si parla di una riduzione dei tempi di tre secondi che esaspererebbe, a detta loro, le condizioni di agonismo e di velocità della gara. Peccato che abbiano “tralasciato” che il nuovo regolamento preveda di colpire l’orso ad ogni giro comportando una netta riduzione della velocità».

Dalle prove – «alle quali nessuno di Enpa e altre associazioni ha partecipato», secondo il presidente del Grifone il tempo medio della nuova competizione si aggirerebbe sui 28/29 secondi. «Ragion per cui, continuare a battere sul chiodo del tempo è la conferma di una volontà di mistificazione dei concetti che queste associazioni sedicenti esperte in materia, sfruttano per ottenere consensi».

Lo stesso Bucci, infine, cita un episodio avvenuto proprio conl’Ente nazionale protezione aimali. «Nel 2012 Enpa ha portato nel nostro centro (l’Asd Il Ponticino a Ponte alle Tavole, ndr) – conclude il presidente del Grifone – tre cavalli sequestrati da maltrattamento per far sì che potessero avere un futuro. Ci siamo presi carico degli animali, salvandoli da morte certa, curati con le nostre energie e, quando l’Enpa è tornata, erano in perfette condizioni. Inoltre, nelle previsite del 2013 e del 2014, un rappresentante dell’Enpa era presente, eppure non sono state riscontrate le tante non conformità che oggi parlano».

Quindi, lo sfogo di Bucci termina con una rivelazione: «Lo sapete chi sono i nostri cavalli? Scarti di ippodromo, animali problematici destinati al macello. E sapete cosa gli accade nel nostro centro? Nel loro libretto passano da cavalli destinati al macello, a cavalli “a vita”, ovvero che non potranno più essere uccisi per la carne. Una volta terminata la loro carriera, fatta di una o due gare all’anno, ce ne prendiamo cura per sempre».

Quella di Bucci, dunque, è una testimonianza sull’attività dei rioni, ma non è certo da escludere che la polemica sul regolamento della Giostra finisca qui.

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