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Inchiesta Legno Rosso, assolti i due ex dirigenti

Inchiesta Legno Rosso, assolti i due ex dirigenti

"Il fatto non sussiste": cancellata l'accusa di appropriazione indebita nei confronti di Luca Fabio Fontana e Angelo Colella. La soddisfazione dei legali

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PISTOIA. Assolti perché il fatto non sussiste Luca Fabio Fontana e Angelo Colella, i due ex dirigenti della Polisportiva Legno Rosso sotto processo per appropriazione indebita. La sentenza del giudioce monocratico Jacqueline Magi conclude il processo nato dall'inchiesta - avviata nel 2012 - sulla gestione del grande polo sportivo comunale dal 2005 al 2014.

Secondo l'accusa, la Polisportiva Legno Rosso vinse la gara indetta dal Comune per la gestione della struttura sportiva pur non possedendo i requisiti necessari. Sarebbero stati poi "gonfiati" in modo fraudolento i costi per la realizzazione del campo di calcio a 11 con fondo sintetico per avere maggiori rimborsi dal Comune. Infine sempre la gestione della Polisportiva avrebbe nascosto parte degli utili incassati dalla gestione del campo di calcio a 11 e di altri impianti. Per tutti questi comportamenti il pm Luigi Boccia aveva chiesto la condanna a un anno e 10 mesi per Fontana e a 10 mesi per Colella. Durante il processo gli avvocati difensori Sergio Mazzone (per Fontana) e Alessio Greggio (Colella) hanno respinto tutti gli addebiti, producendo nel corso del dibattimento una ricca serie di documenti. Tesi, queste ultime, che poi il tribunale ha sostanzialmente accolto nella sentenza.

"Con questa sentenza - ha dichiarato dopo la lettura del dispositivo l'avvocato Mazzone - è stata finalmente resa giustizia a delle persone semplici ma oneste. Nella gestione del polo ci potranno essere stati alcune mancanze di comunicazione con il Comune, ma certo nessun tipo di appropriazione. Queste persone hanno lavorato solo per l'interesse della società sportiva ed avere conferma di questo è importante, visto che per tanti anni hanno avuto a che fare con tanti ragazzi e con le loro famiglie".  Secondo l'avvocato Greggio "Colella avrebbe forse potuto uscire anche prima del processo dalle indagini, è stato accusato di decisioni prese in realtà per risolvere un problema all'amministrazione comunale".

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