Il Tirreno

Pistoia

Torna il piano per lottizzare l’area ex Brio

di Fabio Calamati
Torna il piano per lottizzare l’area ex Brio

Insediamenti artigiani a Sant’Agostino: imprenditore pratese ha comprato dopo il fallimento dei vecchi proprietari  

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PISTOIA. Si torna a parlare della nuova lottizzazione artigianale che doveva nascere a Sant’Agostino, tra le vie Borgioli e Nannetti, l’area altrimenti nota come “ex Brio”, dal nome del giocatore della Juventus che progettò nel 2006-2007 di realizzarvi un centro sportivo. Progetto poi naufragato.

Si tratta di circa 9mila metri quadrati, che nel 2010 vennero venduti dal Comune a un privato, l’Immobiliare Ncs, di Pistoia, che acquistò per 1,4 milioni di euro. La società si era impegnata a realizzare un polo di insediamenti artigianali, suddiviso in due lotti distinti di capannoni.

Nel 2014 il consiglio comunale approvò piano di lottizzazione e bozza di convenzione urbanistica, che prevedeva il ritorno al Comune di opere di urbanizzazione primaria. Ma l’area ex Brio non ha mai visto all’opera una ruspa: nell’ottobre 2014, infatti, l’Immobiliare venne dichiarata fallita dal tribunale di Pistoia.

E proprio dalla procedura fallimentare il terreno è stato acquisito ai primi di maggio da una nuova società, la Quasimodo Costruzioni srl, nata nel gennaio scorso, sede a Carmignano (Prato) e maggioranza del capitale (60%) in mano a un imprenditore del settore, Giuseppe Moreno Fuochi, 62 anni. Quest’ultimo alla fine del mese di maggio ha comunicato a Palazzo di Giano l’intenzione di subentrare alla fallita Immobiliare Ncs negli obblighi previsti dalla convenzione originariamente approvata dal Comune.

Così, giusto il tempo di aggiornare i documenti (oltre al nuovo imprenditore c’è stato da inserire nei documenti il nome della nuova dirigente all’urbanistica pistoiese, Olga Agostini) e ai primi di giugno è stato firmato l’atto che consente all’amministrazione di accordarsi con la Quasimodo Costruzioni per realizzare l’intervento.

In sostanza la convenzione prevede che i terreni dove sorgeranno le opere di urbanizzazione primaria (un parcheggio da 47 posti auto e 500 metriquadri di verde) vengano retrocessi al Comune: in cambio la società potrà gestire l’area, che dovrebbe divenire un vero e proprio Pip (piano di insediamenti produttivi).

In pratica, come detto, sono previsti due insediamenti distinti, uno di 3.342 metri quadri e uno di 1.302, ciascuno dei quali a sua volta suddivisibile in quattro unità. Insomma, un progetto pensato per rispondere alle esigenze di spazio di piccole imprese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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