Il Tirreno

Pistoia

In sette anni sono spariti oltre 1.400 artigiani

di Cesare Bonifazi

L’export regge e rimane invariato rispetto all’anno scorso, meglio solo Grosseto Occupazione preoccupante: la cassa integrazione cala meno che in Toscana 

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PISTOIA. Chi è sopravvissuto ancora ha difficoltà. Per gli artigiani del nostro territorio sono stati anni duri: secondo uno studio compiuto da Confartigianato, sono state 1.452 le ditte che hanno tirato giù la serranda definitivamente. Sull’altro piatto della bilancia la relazione riporta che il livello occupazionale stenta ancora a dare segni di ripresa: le ore di cassa integrazione nel territorio scendono meno rispetto al resto della Toscana.

I dati. Nel corso degli ultimi 8 anni in Italia hanno chiuso 158.000 botteghe artigiane e piccoli negozi e 400mila persone perso il lavoro. Tendenza che ha fatto vittime anche a Pistoia. Al 31 dicembre 2010 l’albo degli artigiani di Pistoia contava 10.652 imprese (il 9,06% della Toscana). Il 31 marzo scorso ne risultavano censite 9.200 (8,84 su base regionale). In sette anni il saldo rileva che l’artigianato si è ridotto di 1.452 aziende mentre il numero complessivo di aziende attive iscritte alla Camera di Commercio è calato di 1.409 unità. Dal dicembre 2010 al marzo 2018 i settori artigiani del Trasporto, delle Costruzioni e del Manifatturiero hanno segnato tutti un segno meno: -19,83%, -22,37 e -11,61%. Il tasso di occupazione a marzo 2018 era del 58,3%, avvicinandosi così al picco massimo di aprile 2008 (58,9%). L’ufficio studi di Confartigianato prevede che nel 2018 il tasso di occupazione – per la prima volta dopo 10 anni – supererà il massimo pre-crisi.

Le difficoltà. Nel quadro di una generale ripresa, le imprese artigiane hanno problemi a trovare determinate figure professionali: mancherebbero le strutture formative per rimpinguare un comparto bisognoso di certe specificità. Sarebbero 19 gli operai specializzati da coprire: tecnici programmatori (difficoltà di reperimento 57%) di elettrotecnici (54,9%), di ponteggiatori (53,7) di tecnici della produzione e preparazione alimentare (51,9) di sarti e tagliatori (51,1), di saldatori e tagliatori a fiamma (48,8) per finire ai tecnici della produzione manifatturiera che risultano di difficile reperimento al 43,1%.

Gli addetti. Valdinievole e Area montana hanno registrato un incremento di addetti sopra la media della Toscana, mentre il quadrante di Pistoia è rimasto sotto la media. Traducendo in numeri, nel 2017 in provincia di Pistoia ci sono stati avviamenti al lavoro per 41.143 unità con un aumento del 17,2% rispetto al 2016. Ma questi risultati non portano Pistoia tra le quattro province toscane più performanti. Una conferma della situazione difficile di Pistoia viene dalla cassa integrazione. Se in Toscana le ore sono diminuite del 31% a Pistoia il calo è stato soltanto del 16%.

Il commento. «Confartigianato Pistoia – dice il presidente Simone Balli all’assemblea annuale dell’ente - non va avanti con prebende o regalie. Ha sofferto la trasformazione del contesto economico. Grazie ai dirigenti ha saputo ripensarsi e riorganizzarsi per rispondere alle nuove sfide. Le imprese che sono riuscite a riconvertirsi stanno registrando i risultati migliori in termini di fatturato e di redditività ma il sistema delle imprese pistoiesi sembra non aver ancora assorbito il cambio improvviso, per cui c’è ancora molta strada da fare. È necessario puntare sulla la formazione, con un progetto che unisca veramente il mondo della scuola e dell’università con il mondo del lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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