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Pistoia

docenti non abilitati e sentenza del tar 

Sui docenti in rivolta le rassicurazioni del provveditore

Sui docenti in rivolta le rassicurazioni del provveditore

PISTOIA. Pochissimi sono i diplomati Itp ammessi a pieno titolo nella seconda fascia delle graduatorie di istituto e solo 42 quelli ammessi con riserva. Informazioni tranquillizzanti quelle fornite...

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PISTOIA. Pochissimi sono i diplomati Itp ammessi a pieno titolo nella seconda fascia delle graduatorie di istituto e solo 42 quelli ammessi con riserva.

Informazioni tranquillizzanti quelle fornite da Mirko Fleres, provveditore agli studi di Pistoia e Prato, che ieri ha incontrato una delegazione di docenti non abilitati che temono di vedersi scavalcati da decine di loro colleghi grazie alla solita sentenza del Tar. Intanto, un centinaio di colleghi dava vita a un presidio davanti al Provveditorato di via Mabellini.

Il motivo della manifestazione è presto detto. Con la sentenza 9234/2017 del Tar del Lazio, gli Uffici scolastici provinciali sono stati autorizzati a inserire direttamente nella seconda fascia delle graduatorie di istituto i diplomati Itp. Sigla che sta per “insegnanti tecnico-pratici”, ovvero quei docenti di supporto ai professori nelle materie tecniche che si insegnano negli istituti tecnici e professionali.

Gli Itp, fino ad oggi, avevano sempre dovuto seguire lo stesso iter dei docenti classici: terza fascia per supplenze brevi, abilitazione, accesso in seconda fascia, concorso per il ruolo. Ora, invece, tramite un semplice ricorso, questi docenti si sono ritrovati di diritto in seconda fascia senza nessun tipo di abilitazione. Oltre al fatto che molti di questi potrebbero andare a coprire le cattedre del sostegno.

«Il problema principale è che questi inserimenti mettono a rischio la continuità scolastica – spiega Filippo Petrocelli, un docente presente al presidio –- molti di questi Itp sono stati ammessi con riserva perché è stato accettato il loro ricorso ma l’iter non si è ancora concluso: il rischio è che ottengano posti di sostegno e poi siano ributtati fuori nel corso dell’anno. Per questo siamo qui a chiedere che ci dicano con certezza quanti sono gli Itp già inseriti e cosa verrà fatto quando il 5 luglio ci sarà la prima pronuncia nel merito del Consiglio di Stato».

Lauree, master, corsi di formazione, anni di studio che improvvisamente sembrano non servire dunque più a niente e il rischio – continuano i docenti in presidio – è che ci sia un peggioramento del servizio. «Saranno gli istituti tecnici e i professionali ad essere maggiormente colpiti sia per la maggiore presenza di Itp, sia per quella di ragazzi disabili» dicono Pierfrancesco Ghelardini e Matteo Nicastro. «Persone che sono appena uscite da scuola o che si sono diplomate tanti anni fa scavalcheranno quelle con laurea, master e percorsi ad hoc».

Il provveditore Mirko Fleres, dopo aver ascoltato i presidianti, li ha poi invitati a mantenere la calma «Sono solo 42 gli ITP ammessi con riserva, non 170 come si dice in giro, mentre pochissimi quelli ammessi a pieno titolo –le parole di Fleres- in tanti poi hanno fatto semplicemente una domanda cartacea. Bisogna vedere come andranno avanti i contenziosi».

Alessandra Tuci

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