Gioco
Addio palestra per l’Agrario così l’impianto è naufragato
Il punto sulla vicenda, vecchia di 6 anni, nella risposta a una interrogazione Pd Manca ancora un piano definitivo. E il Comune rende i soldi alla Fondazione
PISTOIA. Con ogni probabilità rimarrà per sempre nel libro dei sogni la nuova palestra che doveva sorgere in via Dalmazia, nei terreni adiacenti all’istituto professionale per l’agricoltura “De Franceschi”. Questo, almeno, secondo il punto sulla vicenda tracciato giorni fa dall’assessore comunale allo sport Gabriele Magni, rispondendo per scritto all’interrogazione firmata dalla consigliera Pd Antonella Cotti.
La palestra, che sarebbe dovuta costare 450.000 euro, è sempre stata considerata una struttura di grande importanza, fin da quando se ne è cominciato a parlare, nel 2012: non doveva servire, infatti, solo agli studenti dell’istituto agrario, ma fungere da punto di riferimento per sport molto seguiti in città come l’hockey o il calcio a cinque. Sei anni dopo, è ancora tutto sulla carta e il tempo utile per spendere lo stanziamento messo a disposizione della Provincia dalla Regione (150.000 euro) è agli sgoccioli, scadendo il 31 dicembre. Altri 200.000 euro erano stati messi sul tavolo dalla Fondazione Caripit, su richiesta del Comune, ma quest’ultimo ha avanzato formale disdetta del contributo, prendendo atto dell’impossibilità di spenderli. Per di più, è scaduto da tempo anche il diritto di superficie che la famiglia de Franceschi, proprietaria del terreno su cui sarebbe dovuta sorgere la palestra, aveva messo a disposizione attraverso l’omonima Fondazione.
Come si è arrivati a questo clamoroso nulla di fatto? La risposta dell’assessore Magni ricostruisce alcuni passaggi. Intanto la Provincia, che doveva produrre il progetto definitivo, si è fermata all’elaborato preliminare, approvato il 20 giugno 2013. “Nel corso di incontri – specifica l’assessore – la Provincia ha dichiarato di non essere in grado di fare un progetto definitivo per mancanza di personale”.
I tecnici comunali avrebbero potuto intervenire, ma “considerando i tempi ormai troppo ristretti e la mole di lavoro da effettuare – progetto definitivo cartaceo e realizzazione dell’opera entro la fine del 2018 – è stato ritenuto impossibile portarlo a termine”.
Nel 2013 il Comune si impegnò a integrare la cifra mancante allo stanziamento regionale, ma i fondi – sottolinea Magni – non sono mai stati accantonati dal Comune, né è stato predisposto alcun accordo con la Provincia. Sempre nel 2013 fu la Fondazione Caripit a stanziare 200.000 euro verso il Comune. “Dopo questo stanziamento – scrive Magni – la Fondazione aveva più volte inviato lettere al Comune per ricevere aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori senza riceverne risposta, l’ultima richiesta inviata è del 5 gennaio 2017.
Esattamente 11 mesi dopo, il Comune (giunta Tomasi) aveva chiesto alla Fondazione di rinnovare la disponibilità dei fondi. Ma considerando il poco tempo rimasto e il fatto che l’impianto era stato progettato privo di spogliatoi e servizi igienici, quindi inutilizzabile per competizioni sportive o allenamenti, Palazzo di Giano ha deliberato di rimettere i fondi a disposizione della Fondazione.
Unico dato positivo, il Comune si è impegnato con l’istituto agrario per trovare “soluzioni alternative risolutive” per l’attività fisica degli studenti. Soluzioni che sono state esaminate dalla preside Anna Maria Corretti che, concordando, le ha riferite al consiglio di istituto. Di quali soluzioni si tratti, però, l’assessore non lo dice.
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