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Tanti sorrisi all’uscita dal Salutati

Tanti sorrisi all’uscita dal Salutati

A Montecatini umori sollevati per i titoli scelti: «Erano tutti temi attuali» 

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MONTECATINI. Ora che hanno rotto il ghiaccio, la strada è in discesa. Le prove più difficili devono ancora arrivare, lo sanno bene. Ma i maturandi, una volta varcato il cancello del Liceo scientifico “Coluccio Salutati”, si lasciano andare a un sorriso. La tensione si è sciolta e, di fronte alle nostre domande, non hanno dubbi: il saggio breve è stato il “vincitore” indiscusso, il più scelto, il più apprezzato.

Prima prova scritta, ieri, dell’esame di maturità: quello che, per gli studenti delle classi quinte degli istituti superiori, è croce (tutti col fiato sospeso fino al verdetto finale), ma anche delizia (mette, infatti, dopo cinque anni, un punto definitivo all’istruzione superiore).

Ma se a dividerli dalle vacanze ci sono ancora tre prove (due scritte più una orale), il compito d’italiano, con il saggio breve, ha messo d’accordo quasi tutti gli studenti. «L’ho scelto – spiega Giulia Bozzi – perché non era difficile. Ho preso in mano la penna, ho scritto. Ho consegnato e non ci ho pensato troppo su». E anche la sua compagna di classe, Ilaria Capuano, è andata sul sicur: «Ho deciso di trattare, per l’ambito storico-politico, il tema sulla massa e propaganda. la nostra professoressa, nel corso dell’anno, ha insistito molto su questi argomenti. Erano tematiche familiari che non mi hanno creato alcuna difficoltà». Pure Gabriele Michelotti, alla fine, ha optato per il saggio breve, ma di ambito socio-economico.«La traccia chiedeva di parlare della creatività, come risultato di talento e caso – dice – e ho fatto persino un collegamento con Facebook e i social network. Il titolo mi è piaciuto subito, l’ho sentito mio fin dalla prima lettura». Anche Noemi Fabiani è sicura di sé e di ciò che ha scritto sul suo foglio protocollo. «Mi sono buttata a capofitto sul saggio breve – spiega – i temi erano attuali, fattibili. Nessuna difficoltà per questa prima prova. Il vero scoglio, infatti, saranno le prossime». Infine Debora Ferrini, l’unica del gruppo ad aver affrontato la comprensione del testo e, in particolare, il tema delle persecuzioni razziali partendo da un brano dello scrittore Giorgio Bassani, “Il giardino dei Finzi Contini”. «Durante i compiti in classe – dice – avevo sempre scelto il saggio breve. Ma il testo mi è piaciuto particolarmente e ho deciso di provare» .

I maturandi restano ancora un po’ davanti alla scuola a scambiarsi le impressioni. Poi se ne vanno, il dizionario sotto il braccio. Ora sono più vicini alla tanto agognata maturità.

Martina Trivigno

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di Redazione web