Sicurezza
«Giostra, sicurezza ko»: nuove regole sotto accusa
All’indomani delle modifiche introdotte dalla giunta arrivano le bordate del Pd e dell’ex presidente della commissione Tutela animali Alessandro Giovannelli
PISTOIA. Usa più volte la parola “sconcertante” riferendosi alle ultime novità nel regolamento della Giostra dell’Orso. In particolare al nuovo abbassamento del tempo minimo di percorrenza della tornata. È l’ex presidente della commissione “Ambiente e Tutela animali” Alessandro Giovannelli, consigliere comunale Pd nella passata legislatura, ad intervenire sull’attualità di quel che sta succedendo intorno a ciò che potrà accadere il prossimo 25 luglio, tempo permettendo, in Piazza Duomo.
Giovannelli lo fa ripercorrendo le varie tappe degli ultimi anni, da quando cioè la Giostra dell’Orso fu sospesa per un anno dopo i tragici fatti del 2014, passando attraverso il referendum popolare e ciò che aveva sancito, senza tralasciare affondi all’attuale maggioranza e alla posizione da «ordini di scuderia» di alcuni assessori «adesso in silenzio» rispetto a quando si trovavano all’opposizione: Alessio Bartolomei, Annamaria Celesti e Margherita Semplici.
«Vedo un’assenza di trasparenza e di rispetto per il consiglio comunale – accusa Alessandro Giovannelli – che sta diventando un carattere distintivo dell’azione di questa giunta. Qualunque processo di modifica al regolamento avrebbe dovuto essere discusso in commissione consiliare, perché il confronto non può rimanere chiuso tra le quattro mura di una stanza, tra una manciata di rionali, il sindaco e l’assessore Sabella. Ricordo che l’assessore Bartolomei, allora consigliere comunale, lamentò, all’indomani dei tragici fatti del 2014, come il consiglio comunale non fosse stato colpevolmente coinvolto per molti anni negli aspetti organizzativi e regolamentari di questa manifestazione. Aspetto da non dimenticare è che si è tornati a correre nel 2016 dopo il referendum che aveva come base una manifestazione molto più sicura, sfumandone di molto gli aspetti competitivi, con una natura “folkloristica” incentrata su mira e precisione, per avere sicurezza per cavalli e cavalieri, anche a costo di sacrificare parte dello spettacolo. Con quale logica e con quale avventatezza oggi si decide di reintrodurre la velocità senza un percorso di coinvolgimento della città?».
È qui che arriva l’affondo all’assessore in carica alle manifestazioni jacopee.
«L’assessore Alessandro Sabella – prosegue Giovannelli – cui evidentemente il coraggio non fa difetto, afferma quanto segue: “Abbiamo cercato di trovare una formula che garantisca ancora una maggiore sicurezza per cavalli e cavalieri”. Se non fosse che si gioca sulla pelle di persone e animali, ci sarebbe da fare una fragorosa risata».
L’ultimo aspetto politico è per altri assessori ed il sindaco Tomasi.
«A Celesti e Semplici – conclude Giovannelli – chiedo: nello scorso mandato avevate espresso voto contrario poiché la vostra posizione, che rispetto profondamente, è di non utilizzare animali in manifestazioni di questa natura. Ora siete d’accordo a reintrodurre la velocità, facendo di un tranquillo evento di rievocazione storica una vera e propria competizione tra cavalli, a chi corre più forte, in una pista tanto stretta ed insicura? Anche lei, assessore Celesti, che, tra le altre, ha la delega alla tutela degli animali? Un suo silenzio, in questa vicenda, non può che essere considerato un assenso, poco importa se per convinzione o per “ordine di scuderia. Al sindaco, invece, chiedo se pensa davvero che la città abbia memoria così breve? Non ci racconti che non è suo compito occuparsi del regolamento della Giostra».
Sullo stesso argomento, poi, è intervenuto anche il gruppo consiliare attuale del Pd. «L’assessore Sabella parla della Giostra dell’Orso 2018 – accusa – dimenticandosi vari elementi. Il consiglio comunale aveva deciso che le variazioni sarebbero passate dal consiglio stesso: ad ora nessuno è stato coinvolto. Abbiamo chiesto per la prossima settimana delle audizioni delle associazioni e delle realtà coinvolte, che sono state interamente dimenticate. Sabella ha deciso di far finta di niente e pensare agli spot. Auspichiamo che il regolamento possa ancora essere discusso visto che ci sono vari elementi ancora ben poco chiari».
Saverio Melegari
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