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Pistoia

La relazione arpat 

«Alla base del blocco dello scorso marzo guasti imprevedibili»

«Alla base del blocco dello scorso marzo guasti imprevedibili»

MONTALE. Il sistema non è riuscito a procedere con l’attività nella modalità “a isola” e il gruppo elettrogeno, una volta in funzione, si è fermato dopo 10 minuti. Sono i primi passaggi che hanno...

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MONTALE. Il sistema non è riuscito a procedere con l’attività nella modalità “a isola” e il gruppo elettrogeno, una volta in funzione, si è fermato dopo 10 minuti. Sono i primi passaggi che hanno portato al blocco improvviso dell’inceneritore di Montale nella notte tra il 15 e il 16 marzo di quest’anno, avvenuto per il distacco dell’impianto dalla media tensione che si è verificato 15 minuti dopo la mezzanotte. Fatti ricostruiti nella relazione sulle indagini dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) in via Tobagi per accertare la dinamica del guasto di 3 mesi fa, quando l’inceneritore si è arrestato nella notte, suscitando allarme tra i residenti della zona per la fuoriuscita di vapore e il rumore proveniente dall’impianto.

Gli esiti degli accertamenti (in seguito all’episodio l’inceneritore è rimasto fermo fino al 21 marzo) sono stati illustrati dal responsabile del dipartimento Arpat di Pistoia, Andrea Poggi, nel corso della seduta congiunta delle commissioni Ambiente di Montale e Agliana di martedì (19 giugno). «Il collegamento dell’impianto alla rete esterna di media tensione – si legge nel documento prodotto da Arpat – è stato riattivato dopo circa 20 minuti dal distacco (delle 0, 15 del 16 marzo, ndr). In seguito si è verificata un’anomalia al ciclo vapore che ha causato la rottura del diaframma d’emergenza del condensatore e il conseguente svuotamento del circuito del vapore. Pertanto si è spento automaticamentenon seguendo le normali procedure».

«Non si sono registrate criticità – si chiarisce nel documento – per le emissioni in atmosfera in termini di superamenti dei valori limite. È stato registrato solo per la fiala Amesa della Linea 1 (periodo 14 marzo-21 marzo) il superamento del livello di attenzione (0,05 ng TE/Nm3) previsto per il parametro PCDD/PCDF (diossine e furani). Le azioni previste al superamento della soglia, ancorché non conosciuto al momento degli interventi messi in atto, sono state correttamente svolte dal momento che in via preventiva prima del riavvio il gestore ha effettuato la pulizia della linea fumi, della caldaia, del reattore e delle maniche filtranti. Il risultato relativo alla fiala successiva (periodo 22 marzo - 29 marzo) non ha mostrato particolari criticità e il valore risulta inferiore al livello di attenzione».

Nelle conclusioni Poggi ha parlato di «guasto tecnico inevitabile» e di «situazione imprevista», osservando che la risposta del gestore Ladurner è migliorata rispetto ai casi precedenti e che miglioramenti sono stati apportati a procedure e impianti.

Per quanto riguarda i problemi emersi, Poggi ha segnalato la mancanza di una procedura per situazioni come quella che si è verificata a marzo («la riaccensione dei ventilatori al ritorno della tensione è discutibile e la ripartenza dei bruciatori per 40 minuti alle 1,36 è ingiustificata»), mentre restano non chiare le cause dello spegnimento del gruppo elettrogeno. Tra le criticità i guasti concomitanti a diversi apparati sotto il gruppo di continuità e la misura di portata fumi inattendibile su entrambe le linee dell’impianto. (t. a.)

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