La manifestazione
“Amici nostri”, liberi due indagati
Rimane invece ai domiciliari il commercialista Vincenzo Fera
PISTOIA. Rimessi in libertà 2 dei 9 indagati che lo scorso 23 maggio erano stati arrestati da Carabinieri e Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione “Amici Nostri”.
Si tratta di Giuseppe Pacini, 72 anni, pistoiese, per il quale il tribunale del riesame di Firenze ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari che il gip di Pistoia aveva disposto nei suoi confronti; e di Leonardo Peragine, 31 anni, anch’egli di Pistoia, per il quale i giudici fiorentini hanno invece mitigato la misura dei domiciliari in quella dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Respinto invece il ricorso presentato dal commercialista Vincenzo Fera, 63 anni, di Serravalle, ritenuto dagli inquirenti uno dei capi e promotori dell’associazione a delinquere: un’organizzazione criminale, secondo la procura, che aveva come primaria attività la bancarotta fraudolenta, l’evasione ed elusione fiscale, l’illecito impiego di capitali, trasferiti anche all’estero. In sostanza le imprese coinvolte venivano “svuotate” delle risorse aziendali, fino ad arrivare all’insolvenza o addirittura al fallimento. A quel punto le aziende venivano intestate a dei prestanome senza risorse proprie, che quindi vanificavano ogni tentativo di recuperare attività. Il tutto accumulando ingenti debiti nei confronti del Fisco con le tasse evase. Secondo gli inquirenti, sommando i danni subiti dai creditori e dall’Erario nel giro di una decina di anni – da tanto sarebbe operativa l’organizzazione – si raggiunge una cifra di 50 milioni.
Fera si trova sottoposto alla misura dei domiciliari anche nell’ambito dell’inchiesta parallela “Pluribus”, che sempre il 23 maggio scorso ha portato all’arresto di 18 indagati: un’associazione a delinquere, intrecciata all’altra, che, attraverso aziende praticamente svuotate di ogni valore economico, era dedita, soprattutto, alla commissione di truffe attraverso l’acquisto di merce che poi non veniva pagata.
Il Tribunale del riesame di Firenze aveva già respinto il suo ricorso nell’ambito di tale inchiesta il 9 giugno scorso. Quando però aveva annullato 5 misure cautelari: quella nei confronti del presunto capo Demetrio Caracciolo e di 4 coindagati che erano ai domiciliari: Massimo Rigione, Ciro Colimodio, Franco Bernacchi e Pieraldo Guidi.
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