Blocco dell’inceneritore il “caso” in commissione
I rappresentanti dei Comuni di Montale e Agliana incontreranno Arpat e Asl per conoscere l’esito degli accertamenti effettuati dai tecnici dopo il 16 marzo
MONTALE. È stata convocata per martedì 19 giugno alle 18,45, nella sala consiliare della Badia a Montale, una seduta congiunta delle commissioni Ambiente di Montale e Agliana per affrontare la questione del blocco che si è verificato nella notte tra il 15 e il 16 marzo di quest’anno all’inceneritore di via Tobagi. Saranno i vertici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) ad illustrare ai componenti delle commissioni dei due Comuni proprietari (con Quarrata) dell’impianto gli esiti degli accertamenti svolti dopo il fermo improvviso di tre mesi fa. Alla seduta, oltre ad Arpat e Asl, sarà presente la partecipata che detiene la proprietà dell’impianto per conto dei tre Comuni, Cis spa, con il presidente Edoardo Franceschi. Alla commissione, convocata dal sindaco di Montale Ferdinando Betti, sono stati inoltre inviati la Regione Toscana e la Ladurner, società di Bolzano titolare fino al 2020 della gestione triennale dell’impianto di via Tobagi. La convocazione è stata inoltrata per conoscenza anche alle amministrazioni di Quarrata e Montemurlo, Comune quest’ultimo che non figura tra i proprietari dell’impianto, ma che con il proprio territorio si trova a ridosso del sito di via Tobagi.
L’episodio del fermo all’inceneritore, come detto, risale alla metà di marzo, quando in piena notte l’attività dell’impianto si era improvvisamente arrestata. La fuoriuscita di vapore e il forte rumore proveniente dal piazzale di via Tobagi (avvertito a centinaia di metri di distanza) avevano allora suscitato allarme e preoccupazione tra i residenti di Montale e Agliana. “Problemi al ciclo vapore” era stato il primo riscontro sull’accaduto, giunto da parte del gestore Ladurner nelle ore successive all’episodio. Nella giornata del 16 marzo Arpat aveva poi diffuso una nota con cui spiegava che “lo spegnimento improvviso dell’inceneritore sembra causato da un distacco della media tensione nella linea di Enel” e il suo “successivo ma anomalo riavvio” non dovrebbe aver dato luogo “ad emissioni significative”. Dopo il blocco della notte tra il 15 e il 16 marzo l’inceneritore era rimasto fermo per alcuni giorni fino a quando, il 21 marzo, Cis Spa ha comunicato a Ladurner il via libera alla riaccensione. Nel frattempo, i gruppi di opposizione nei consigli comunali di Montale e Agliana avevano chiesto a più riprese la convocazione di una commissione Ambiente congiunta per avere conto sia delle cause che delle conseguenze dell’episodio.
Tommaso Artioli
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