Il Tirreno

Pistoia

La preside: niente sede? Andrei in procura

di Alessandra Tuci
La preside: niente sede? Andrei in procura

Liceo Petrocchi, Pastacaldi plaude all’ipotesi Banca d’Italia e minaccia la linea dura se anche questa dovesse sfumare

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PISTOIA. «La Banca d'Italia? Sarebbe un'ottima soluzione, mi auguro solo che non sia una delle tante promesse mai attuate».Esordisce così Elisabetta Pastacaldi, preside del liceo artistico Petrocchi, il giorno dopo la grande manifestazione che ha coinvolto studenti, genitori e docenti, mai così uniti, per protestare ancora una volta contro la mancanza di sedi adeguate per garantire il diritto allo studio. Per mesi infatti i ragazzi ospiti della succursale “Bolognini”, circa 180 studenti, hanno fatto lezione con la spada di Damocle sopra le loro teste dello sfratto, che – dopo una proroga – sarà esecutivo il 16 ottobre.

Proprio venerdì, durante la manifestazione, una delegazione si è incontrata con l'assessore provinciale con delega all'edilizia scolastica Marzia Niccoli e col dirigente Renato Ferretti. E a questo tavolo per la prima volta è emersa l’ipotesi di una nuova possibile soluzione: l’edificio della ex Banca d'Italia in via Cino, chiuso da un decennio, in attesa che sia pronto il nuovo edificio che la Provincia vorrebbe realizzare in viale Adua.

«Mi auguro che questa soluzione possa concretizzarsi -spiega la preside Pastacaldi- sarebbe un luogo eccellente, vicino alla sede, in centro, e a quanto ne so una struttura molto grande, migliore dell'attuale succursale Bolognini». Soddisfatta sì, ma anche amareggiata per non essere stata coinvolta nell’individuazione di questa nuova ipotesi. «Nessuno – continua la preside – mi ha informata sull'opzione Banca d'Italia, nessuno mi ha invitata a visitare quei locali. Ho appreso di questa nuova ipotesi direttamente dalla delegazione di docenti che ieri è salita in Provincia. So che la struttura è stata vista da alcuni tecnici della Provincia stessa, io non sono stata invitata».

E se l'ipotesi Banca d'Italia non dovesse andare a buon fine? Dove andranno a fare lezioni i ragazzi a settembre? «Non sono problemi miei, ma di chi deve trovare una soluzione didattica per garantire il pubblico servizio - la dura risposta di Pastacaldi - sono loro (la competenza, lo ricordiamo, è della Provincia, che lamenta però mancanza di fondi adeguati, ndr) che in tutti questi anni non hanno saputo trovare una soluzione. I genitori sono dalla nostra parte, tutti i docenti, i sindacati, come si è visto durante la manifestazione. Credo che l'intera cittadinanza lo sia. L'unica cosa che dico è questa: i doppi turni sono illegali, non li farò mai»

«Mi auguro che la Provincia ci dia una risposta il prima possibile -conclude Pastacaldi- in caso cotnrario si prefigurerebbe una interruzione di pubblico servizio. E andrò io direttamente in Procura».

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