Il dolore
Rubinetti a secco e disagi la protesta di via Pretelli
Panichi, un residente, si fa portavoce dei ripetuti disservizi di Publiacqua Il sindaco Mazzanti: servirebbe un intervento sulla rete da milioni di euro
QUARRATA. Rubinetti a secco e disagi che si ripetono a distanza di pochi giorni. È la situazione di via dei Pretelli a Quarrata, dove chi non è munito di deposito e autoclave si trova frequentemente costretto a fare i conti con la mancanza di acqua.
A denunciare i continui disagi è Ferdinando Panichi, che abita in questa strada dal 2015. «Qui – spiega – l’acqua va via praticamente un giorno sì e un giorno no, anche se non siamo in collina, ma a qualche centinaia di metri dal centro di Quarrata. Capita di trovarsi improvvisamente senza pressione e non riuscire a finire una doccia. Non succede solo in estate, ma durante tutto l’anno. Lo scorso 31 dicembre sono rimasto senza acqua in casa poco dopo le 21». I disagi, chiarisce Panichi, sono stati comunicati più volte negli ultimi mesi sia all’amministrazione comunale che al gestore del servizio idrico. «Ho parlato con il sindaco e con Publiacqua – ricorda – e mi è stato detto di mettere un deposito. Ma io non voglio metterlo. Abito al primo piano, la zona non è collinare e non vedo perché debba rimanere senza acqua così spesso. È vero che in molti qui intorno si sono dotati di un deposito, ma non ritengo giusto doverlo mettere perché l’acqua è un diritto». C’è poi il problema dei guasti alla rete. «Non è ammissibile – sottolinea Panichi – che a pochi giorni di distanza da una riparazione di Publiacqua, ci siano di nuovo delle perdite. Chiedo all’amministrazione comunale che si adoperi, facendo anche da tramite con Publiacqua, per risolvere definitivamente il problema. Quando chiamo Publiacqua non è mai possibile parlare con un dirigente. Se la situazione rimarrà così mi troverò costretto a smettere di pagare le bollette o, addirittura, a denunciare il gestore».
A riconoscere il problema è lo stesso sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti. «In questo periodo – osserva Mazzanti – viene utilizzata più acqua rispetto al resto dell’anno, la rete va in sofferenza e i disagi aumentano. È vero anche che ci sono stati diversi guasti alla rete. In tutta quella zona ai piedi della collina questo problema c’è sempre stato e negli ultimi 40 anni il numero delle abitazioni è raddoppiato. Abbiamo parlato con il signor Panichi e abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare con Publiacqua. Capisco le sue ragioni ed è anche chiaro che con l’autoclave potrebbe, come hanno fatto altri, superare le difficoltà. Seguiamo costantemente le esigenze della zona cercando di mitigare le difficoltà attraverso il contatto continuo con Publiacqua. Purtroppo la situazione non è facilmente risolvibile. Servirebbe un intervento sulla rete da milioni di euro».
Tommaso Artioli
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