Gioco
Ipotesi ex Banca d’Italia nell’attesa della nuova sede
L’assessore Niccoli: «La Provincia è in attesa di risposte da Roma, abbiamo 30mila euro per l’affitto». I docenti rimarcano l’impossibilità dei doppi turni
PISTOIA. Spunta una nuova ipotesi per i ragazzi ospiti nella succursale Bolognini: quella della Banca d’Italia, l’edificio in via Cino vuoto ormai da una decina di anni. Mentre il corteo dei manifestanti ieri mattina ha concluso il suo percorso proprio davanti alla sede della Provincia in piazza San Leone, un gruppetto di cinque docenti è entrato nell’edificio per parlare direttamente con Marzia Niccoli, assessore provinciale con delega all’edilizia scolastica, e Renato Ferretti, dirigente della Provincia.
E sono stati proprio Niccoli e Ferretti a parlare per la prima volta della possibile ipotesi di accogliere momentaneamente i ragazzi ospiti del Bolognini nell’edificio che un tempo ospitava la Banca d’Italia, in attesa della costruzione ex novo di una scuola sul viale Adua, tra il Fedi-Fermi e il parcheggio di Pistoia Ovest, un progetto di circa 8 milioni di euro, che comprenderebbe anche interventi sulla piscina Fedi, ma per la cui costruzione occorrerebbero 24-30 mesi di tempo dal momento della determina del contratto (dunque con fondi già alla mano e gara di appalto assegnata). «Stiamo lavorando veramente tanto sulla questione Petrocchi con il supporto della Regione Toscana. Aspettiamo la risposta da Roma perché la Banca d’Italia deve farci sapere se sarà disposta o meno a darci momentaneamente l’edificio di via Cino –ha spiegato Niccoli ai docenti– siamo in continuo contatto con gli uffici, speriamo di avere una risposta il prima possibile». L’edificio è antisismico, ha già avuto una prima valutazione dal punto di vista tecnico, è disposto su tre piani e avrebbe la grandezza necessaria per accogliere le attuali 10 classi che ci sono nella succursale “Bolognini” oltre ai laboratori. Ovvio che, hanno precisato Niccoli e Ferretti, si tratta di una struttura predisposta ad accogliere una banca, non una scuola, e quindi necessiterebbe di alcuni interventi strutturali per renderla idonea agli studenti. La Provincia dal canto suo avrebbe 30mila euro per poter pagare l’affitto. «Siamo molto preoccupati per la sorte degli studenti –il commento dei cinque docenti– una cosa è certa: i doppi turni non li possiamo fare. Sono impossibili da mettere in pratica: per gli orari, e per la mancanza di mezzi pubblici a disposizione dei ragazzi». (a. t.)
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