Il dolore
Rissa sulla Sala: «Video fuori dal processo»
Inutilizzabile secondo la difesa la prova principale contro gli imputati. Ma il giudice respinge la richiesta
PISTOIA. Ha chiesto che quel video – la prova principale della pubblica accusa – fosse escluso dal processo. In quanto, secondo lei, non acquisito direttamente dalla polizia con i crismi stabiliti dalla legge e ribaditi dalla Cassazione, bensì consegnato alla questura quattro giorni dopo da un cittadino albanese. Oltretutto in copia e non in originale. Ma il giudice ha detto no alla richiesta avanzata ieri mattina in tribunale, nella prima udienza del processo, dall’avvocata Pamela Bonaiuti, difensore di due dei tre imputati sotto accusa per la maxi rissa scoppiata in piazza della Sala nella notte fra il 25 e il 26 agosto dello scorso anno.
L’udienza di ieri, di smistamento, era dedicata appunto all’ammissione da parte del giudice (Barbara Floris) delle prove e delle liste dei testimoni presentate da accusa e difesa. E l’avvocato Bonaiuti ( che difende Federico Fedi e Massimiliano Villani, mentre Giulio Godi è rappresentato dall’avvocata Chiara Monti) ha chiesto l’esclusione dal processo del video, registrato sembra da una telecamera di sorveglianza privata che ha immortalato i momenti più cruenti della rissa.
La sua tesi, messa nero su bianco in una memoria difensiva depositata agli atti, è basata sul fatto che tale video sarebbe solo una copia su cd dell’originale, consegnata spontaneamente alla polizia da un cittadino albanese il 31 agosto 2017, cinque giorni dopo la rissa, e non acquisita direttamente dagli investigatori. Impossibile per questo, secondo l’avvocata, avere la certezza che non si tratti di un video modificato attraverso uno dei tanti programmi capaci di non lasciare alcuna traccia, come ad esempio “FakeApp”. Certezza che si avrebbe solo avendo a disposizione l’originale oppure se la copia fosse stata eseguita dagli agenti di polizia giudiziaria o in loro presenza. Come tra l’altro, sottolinea la legale, spiegato in un recente pronunciamento delle sezioni unite della Corte di cassazione.
Fatto sta che la giudice Floris ha ammesso il filmato fra le prove della pubblica accusa. Da parte loro, le difese chiameranno a deporre le persone che quella notte erano presenti alla rissa e che, in fase di riconoscimento fotografico in questura, non erano stati in grado di identificare nessuno dei partecipanti.
Il via alla fase dibattimentale del processo ci sarà il 4 aprile 2019.
Inizialmente gli imputati erano 11: per 8 di loro il procedimento si è concluso davanti a un altro giudice lo scorso aprile con patteggiamenti e riti abbreviati. (m.d.)
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