Il Tirreno

Pistoia

la vicenda 

Sei soluzioni scartate Quasi sempre per gli alti costi

PISTOIA. Sono anni che il liceo artistico Petrocchi ha un grave problema di spazi dove ospitare i propri quasi mille studenti. Il boom di iscrizioni della scuola di via San Pietro, da cinque anni a...

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PISTOIA. Sono anni che il liceo artistico Petrocchi ha un grave problema di spazi dove ospitare i propri quasi mille studenti. Il boom di iscrizioni della scuola di via San Pietro, da cinque anni a questa parte, è paradossalmente divenuto un problema per la Provincia, ente lasciato sostanzialmente senza risorse a gestire i problemi logistici delle scuole superiori. Le ipotesi formulate negli anni sono state molteplici.

Sede Uniser. La soluzione non è stata ritenuta percorribile. L’edificio è della Fondazione, ma l’utilizzo è in via esclusiva al polo universitario fino al 2023.

Ex ospedale del Ceppo Era la proposta fatta propria dalla giunta Bertinelli, ma è rimasta sulla carta.

Palazzo Rossi Cassigoli. Ex sede del Cepu, in via Cavour. Soluzione troppo costosa e per questo scartata.

Edificio Pelagia Romoli. È l’opzione a lungo coltivata dalla Provincia: inserire gli studenti del Petrocchi nella sede dell’ex Provveditorato agli studi, in via Mabellini. Tutto questo mentre l’ex Provveditorato sarebbe stato spostato nella sede provinciale di corso Gramsci. Ma anche qui l’aspetto economico è stata la variabile decisiva nello stoppare l’operazione.

Ex Polizia stradale. Simbolo della collaborazione tentata tra Comune e Provincia. L’ipotesi di via dell’Anguillara piaceva alla scuola e alla giunta Tomasi, molto meno alla Provincia che alla fine ha dovuto rinunciare per l’alto costo dell’operazione.

Moduli prefabbricati. Era la soluzione “fatta in casa” lanciata dalla scuola stessa, ma anche in questo caso i costi sarebbero stati proibitivi.

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