Italia
Domani di nuovo in piazza la rabbia del Petrocchi
L’anno scolastico è finito senza trovare una soluzione alternativa per le 9 classi che da settembre non potranno più sfruttare la succursale “Bolognini”
PISTOIA. Sarà l’ultima manifestazione prima della fine dell’anno scolastico, l’ultimo grido di aiuto che coinvolgerà l’intero liceo, dai docenti al personale Ata, dagli studenti ai genitori. Tutto è pronto per la manifestazione di domani del liceo artistico Petrocchi, l’ennesima di quest’anno per pretendere dagli enti locali la salvaguardia di un diritto: quello ad avere un luogo decente e sicuro dove studiare.
Diritto che invece non è rispettato ad esempio per i ragazzi della succursale “Bolognini” del liceo artistico, 180 studenti che per tutto l’anno scolastico che si sta per concludere hanno fatto lezione con una sentenza di sfratto sul capo. I proprietari dello stabile dove studiano, in via del Bottaccio, dove il contratto di affitto è già scaduto, hanno infatti bisogno di ritornare in possesso dei loro ambienti e già dal settembre scorso si sapeva che lo sfratto prima o poi sarebbe divenuto esecutivo.
Poco più di due mesi fa, il 22 marzo scorso, gli studenti del Petrocchi erano scesi in piazza per protestare e chiedere una soluzione definitiva, ma l’unico risultato ottenuto è stato quello di far rinviare l’esecutività dello sfratto stesso a ottobre.
Intanto, dall’inizio dell’anno scolastico Provincia, Regione e Comune stanno cercando di risolvere il problema di dare una nuova e stabile succursale all’istituto (che peraltro ha altre due succursali, in viale Adua e a Quarrata). Ma nove mesi sono passati e una soluzione concreta non è emersa. Solo in queste ultime settimane la Provincia è riuscita a intavolare una trattativa con un privato che si è fatto avanti per offrire spazi. Ma questa ipotesi spuntata in extremis non ha trattenuto studenti, insegnanti, personale Ata e genitori del liceo Petrocchi dallo scendere nuovamente in strada.
«Siamo arrivati a giugno ed ancora non abbiamo avuto risposte sulla sorte della succursale -sintetizza Angela Borselli, vice preside del liceo Petrocchi- non sappiamo dove andremo, abbiamo provato a fare una simulazione dei doppi turni, ma questo costringerebbe alcuni ragazzi a rimanere a scuola fino alle 20 o alle 20.30, orari improponibile per le lezioni e per l’incognita dei trasporti pubblici considerato che il 60% dei nostri studenti proviene da fuori città».
L’ipotesi dei doppi turni era stata evocata dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni: «una soluzione esasperante ma l’unica possibile» aveva detto lui stesso.
Il corteo, domani, come la volta scorsa, partirà da piazza San Francesco alle 11.30 e si snoderà per le vie del centro, fino a raggiungere piazza San Leone, sede della Provincia. «Parlerò con i ragazzi venerdì, non voglio lasciare altre dichiarazioni in merito» il commento laconico di Marzia Niccoli, assessore alla Provincia di Pistoia con delega all’edilizia scolastica.
Anche la Consulta provinciale degli studenti è da tempo al lavoro sul problema. «La prossima settimana dovremmo fare un incontro con i cinque parlamentari pistoiesi» annuncia il presidente Dario Baldassarri.
Solidarietà agli studenti e a tutto il personale scolastico è arrivata anche dalla Flc Cgil di Pistoia e dalla Cisl scuola.
Amareggiati, infine, anche i genitori dei ragazzi. «Pretendiamo una sede, siamo studi di false promesse. Siamo stati presi in giro» esclama Michela Lo Cicero, madre di una studentessa del Petrocchi e presidente del consiglio di istituto.
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