Il Tirreno

Pistoia

Domani di nuovo in piazza la rabbia del Petrocchi

di Alessandra Tuci
Domani di nuovo in piazza la rabbia del Petrocchi

L’anno scolastico è finito senza trovare una soluzione alternativa per le 9 classi che da settembre non potranno più sfruttare la succursale “Bolognini” 

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PISTOIA. Sarà l’ultima manifestazione prima della fine dell’anno scolastico, l’ultimo grido di aiuto che coinvolgerà l’intero liceo, dai docenti al personale Ata, dagli studenti ai genitori. Tutto è pronto per la manifestazione di domani del liceo artistico Petrocchi, l’ennesima di quest’anno per pretendere dagli enti locali la salvaguardia di un diritto: quello ad avere un luogo decente e sicuro dove studiare.

Diritto che invece non è rispettato ad esempio per i ragazzi della succursale “Bolognini” del liceo artistico, 180 studenti che per tutto l’anno scolastico che si sta per concludere hanno fatto lezione con una sentenza di sfratto sul capo. I proprietari dello stabile dove studiano, in via del Bottaccio, dove il contratto di affitto è già scaduto, hanno infatti bisogno di ritornare in possesso dei loro ambienti e già dal settembre scorso si sapeva che lo sfratto prima o poi sarebbe divenuto esecutivo.

Poco più di due mesi fa, il 22 marzo scorso, gli studenti del Petrocchi erano scesi in piazza per protestare e chiedere una soluzione definitiva, ma l’unico risultato ottenuto è stato quello di far rinviare l’esecutività dello sfratto stesso a ottobre.

Intanto, dall’inizio dell’anno scolastico Provincia, Regione e Comune stanno cercando di risolvere il problema di dare una nuova e stabile succursale all’istituto (che peraltro ha altre due succursali, in viale Adua e a Quarrata). Ma nove mesi sono passati e una soluzione concreta non è emersa. Solo in queste ultime settimane la Provincia è riuscita a intavolare una trattativa con un privato che si è fatto avanti per offrire spazi. Ma questa ipotesi spuntata in extremis non ha trattenuto studenti, insegnanti, personale Ata e genitori del liceo Petrocchi dallo scendere nuovamente in strada.

«Siamo arrivati a giugno ed ancora non abbiamo avuto risposte sulla sorte della succursale -sintetizza Angela Borselli, vice preside del liceo Petrocchi- non sappiamo dove andremo, abbiamo provato a fare una simulazione dei doppi turni, ma questo costringerebbe alcuni ragazzi a rimanere a scuola fino alle 20 o alle 20.30, orari improponibile per le lezioni e per l’incognita dei trasporti pubblici considerato che il 60% dei nostri studenti proviene da fuori città».

L’ipotesi dei doppi turni era stata evocata dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni: «una soluzione esasperante ma l’unica possibile» aveva detto lui stesso.

Il corteo, domani, come la volta scorsa, partirà da piazza San Francesco alle 11.30 e si snoderà per le vie del centro, fino a raggiungere piazza San Leone, sede della Provincia. «Parlerò con i ragazzi venerdì, non voglio lasciare altre dichiarazioni in merito» il commento laconico di Marzia Niccoli, assessore alla Provincia di Pistoia con delega all’edilizia scolastica.

Anche la Consulta provinciale degli studenti è da tempo al lavoro sul problema. «La prossima settimana dovremmo fare un incontro con i cinque parlamentari pistoiesi» annuncia il presidente Dario Baldassarri.

Solidarietà agli studenti e a tutto il personale scolastico è arrivata anche dalla Flc Cgil di Pistoia e dalla Cisl scuola.

Amareggiati, infine, anche i genitori dei ragazzi. «Pretendiamo una sede, siamo studi di false promesse. Siamo stati presi in giro» esclama Michela Lo Cicero, madre di una studentessa del Petrocchi e presidente del consiglio di istituto.

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