Crocifissine, spunta un piano per non chiudere i battenti
Cooperative al lavoro per formulare a Palazzo di Giano una proposta innovativa
PISTOIA. Si profila un “piano B” per il semiconvitto delle Crocifissine. Dopo la notizia della drastica riduzione del finanziamento da parte dell’amministrazione comunale e del conseguente annuncio di invio delle lettere di licenziamento per i 15 dipendenti da parte delle due coop che gestiscono il servizio, potrebbero arrivare infatti novità entro la fine della settimana.
Co&So, il consorzio cui appartengono le due coop attualmente impegnate nella gestione della Crocefissine per conto del Comune (coop Arkè e coop Fenice, più la Spiga di Grano per la gestione della mensa) stanno studiando una ipotesi che – probabilmente con il coinvolgimento di altri enti – consenta di mantenere in vita il servizio di mensa e doposcuola per i 73 adolescenti che frequentano la struttura di via della Provvidenza. Massimo riserbo sui lineamenti della proposta: «sarà una cosa completamente nuova» è l’unica indicazione che offre Moreno Sepiacci, vicepresidente di Co&So. Necessariamente, però, il “piano B” dovrà rispettare i nuovi paletti pianti dalla giunta Tomasi: 100.000 euro di finanziamento, contro i 434.000 attuali, con un servizio che da quest’anno (scadenza a fine giugno) non verrà più dato in appalto ma affidato in concessione. Quindi con una libertà molto maggiore da parte del concessionario. Resta l’interrogativo se il progetto cui sta lavorando Co&So consentirà di riassorbire tutte le 15 persone, in maggioranza donne, che lavorano attualmente nel semiconvitto.
Della questione si è parlato ieri anche in consiglio comunale, su stimolo di una comunicazione del consigliere Pd Mario Tuci, il quale ha ripreso le preoccupazioni e le critiche già espresse dal sindacato Cgil. Critici anche gli interventi di Nuti (Pistoia spirito libero) e Cotti (Pd), mentre hanno dichiarato di apprezzare la decisione della giunta Tomasi Sgueglia (FdI), Calzolari (Amo Pistoia) e Pagliai (Forza Italia). Concludendo il breve dibattito, l’assessore Margherita Semplici ha ribadito le considerazioni che hanno portato la giunta a ridurre drasticamente le risorse per il semiconvitto. Un servizio giudicato positivamente, ma che al Comune costa 3.500 euro ad utente, in quanto le tariffe (183.000 euro) non coprono neanche la metà delle spese. Tutto questo mentre 50 utenti su 73 hanno alle spalle famiglie con un indicatore Isee superiore ai 20.000 euro. Insomma, non si tratta di persone indigenti.
«Noi non siamo per chiudere nulla – ha sottolineato Semplici – ma non possiamo più permetterci una simile spesa, quando ci sono le scuole che hanno bisogno di risorse. Abbiamo chiesto anche alle coop di fare sacrifici, ma per ora senza risposta. La coperta è stretta e in questi casi la politica è chiamata a scegliere».
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