Il Tirreno

Pistoia

Martellate in testa alla moglie: a giudizio

L’abitazione di via San Michele in cui si è consumata l’aggressione (foto Gori)
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L’abitazione di via San Michele in cui si è consumata l’aggressione (foto Gori)

Pistoia, 77enne pensionato quarratino accusato di tentato omicidio. Ammise di aver agito in preda a rabbia e gelosia

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QUARRATA. «Non so cosa mi sia successo. Mi sono fatto prendere dalla rabbia. Ero arrabbiato. Sono andato fuori di testa. Perdonatemi». Non era la prima volta che litigava con la moglie. Ma quella volta l’ira ha avuto il sopravvento: afferrato un martello, l’aveva colpita due, tre volte, alla testa. «L’ho combinata grossa. Corri qui a casa, forse l’ho ammazzata» aveva detto poco dopo alla figlia per telefono, con la voce rotta, mentre la donna, sanguinante e con il cranio fratturato in più punti correva a chiedere aiuto ai vicini di casa.

Era il primo pomeriggio del 14 novembre scorso quando Giuseppe Giglietti, 77 anni, operaio tessile in pensione, era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Mentre la moglie Vincenzina Russo, 67 anni, veniva ricoverata in pericolo di vita all’ospedale fiorentino di Careggi. L’altro giorno, l’anziano pensionato, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare, che, su richiesta del pubblico ministero , lo ha rinviato a giudizio: sarà processato di fronte al tribunale collegiale di Pistoia il 19 luglio prossimo.

Teatro dell’aggressione del 14 novembre scorso, attorno alle 13,30 di ieri, il terratetto in cui viveva la coppia, al numero 19 di via San Michele, a Catena di Quarrata. Non era la prima volta che marito e moglie litigavano, ma fino a quel giorno il tutto si era limitato a delle urla. Nessun precedente di violenza, né di denunce.

Interrogato tre giorni dopo dal magistrato, avrebbe poi ammesso di aver agito in preda ad un impeto di rabbia, per gelosia: a suo dire non era riuscito a trattenersi dopo che la moglie, come spesso faceva, lo ha apostrofato chiamandolo cornuto; a quel punto era uscito in giardino, aveva preso un martello dalla rimessa, era tornato in cucina e, mentre la donna, seduta a tavola, gli dava le spalle, l’aveva colpita.

Vincenzina Russo, originaria della provincia di Caserta, era stata raggiunta da tre martellate alla testa. Non aveva mai perso conoscenza, era rimasta sempre lucida, tanto che, nonostante la gravità delle lesioni subite, era scappata via, per andare a chiedere aiuto ai vicini, in una casa che si affaccia sull’aia in comune.

Giuseppe Giglietti, originario della provincia di Siena, nonostante fosse in stato confusionale, si era reso subito conto della gravità di ciò che aveva fatto. E per questo aveva telefonato alla figlia, che abita a Valenzatico, per dirle di correre lì. Era stata lei a dare l’allarme al 118 mentre era ancora per strada. Una volta arrivata sul posto, aveva scorto prima il padre nell’aia e, poi, la madre, seduta sugli scalini dell’ingresso dei vicini di casa, con la testa avvolta in un asciugamano sanguinante.

Quindi, l’arrivo dell’ambulanza e, poco dopo, dei carabinieri, avvertiti dai soccorritori. Era stato lo stesso Giglietti, sebbene sotto choc, a guidare i militari dell’Arma fino alla rimessa dove aveva riposto, fra gli altri attrezzi, il martello con cui aveva colpito la moglie. Quindi, mentre lui veniva portato in caserma per essere interrogato, la donna era stata trasportata in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia.

Massimo Donati

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di Redazione web