Il Tirreno

Pistoia

Crocifissine, in quindici rischiano il posto

Tiziana Gori
Un gruppo di lavoratrici del semiconvitto con Simboli della Cgil (foto Gori)
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Un gruppo di lavoratrici del semiconvitto con Simboli della Cgil (foto Gori)

La giunta Tomasi taglia i fondi da 440 a 100mila euro. «Quel servizio costa troppo». Partiti i preavvisi di licenziamento

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PISTOIA. Se la Funzione pubblica Cgil ricorda che «il servizio di semiconvitto delle Crocifissine è garantito dal Comune da oltre trent’anni», l’assessore al patrimonio Margherita Semplici (Fratelli d’Italia) ribatte che la giunta Tomasi non ha intenzione di investire nell’attività socio educativa all’interno dell’ex conservatorio di via della Provvidenza «più di 100mila euro l’anno». «Nel 2017 il Comune ha sostenuto costi per 443mila euro. Lo sbilancio tra costi effettivi ed entrate dell’ultimo biennio ammonta a 520mila euro».

«L’unica certezza - spiega Sara Simboli, della Funzione pubblica Cgil - è che il 30 giugno scade la convenzione con il consorzio Co & So e che ai lavoratori sono stati comunicati i preavvisi di licenziamento». Sono quindici, in larga parte donne di età compresa tra 30 e 45 anni, in media da dieci e più anni al convitto. Le lettere di licenziamento sono arrivate il 31 maggio. «C’è rabbia, c’è amarezza, paura del futuro - afferma Simboli - Ora vogliamo che si parli di noi, le trattative non hanno portato risultati. Stamani (ieri, ndr) l’assessore ci ha ricevute in Comune».

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Co & So ha affidato la gestione a due cooperative. «Siamo disponibili - sostiene Semplici - a valutare i progetti che dovessero pervenire in vista della scadenza del contratto. Finanzieremmo il proseguimento dell’attività con una cifra compresa tra 75mila e 100mila euro». Il Comune mette a disposizione gratuitamente l’immobile, copre le utenze, si occupa di manutenzione ordinaria e straordinaria. «Nel 2016 e 2017 - prosegue Semplici - ogni utente delle Crocifissine è costato 3.500 euro (annui). Del totale degli iscritti, quasi il 70% risulta appartenere ad una soglia Isee superiore ai 20mila euro, o con Indicatore della situazione economica non presentato. Dal momento che i servizi sociali garantiscono già all’interno dei centri socio educativi l’accoglienza dei ragazzi le cui famiglie risultino seguite dal Comune, il semiconvitto - servizio a domanda individuale - per quanto esempio positivo per la città, non può essere considerato nell’ambito dei servizi sociali. Su questi non abbiamo compiuto tagli ma, anzi, previsto ulteriori risorse».

«Siamo veramente preoccupati - ribatte Simboli - Ci chiediamo come potrebbe riprendere a settembre il servizio di mensa e doposcuola. Il centro accoglie 74 studenti delle scuole primarie e secondarie, a cui vengono offerte anche attività di socializzazione e di sostegno socio educativo, con un’attenzione particolare alle fasce di fragilità».

Quando, a febbraio, l’amministrazione ha espresso la volontà di chiudere, il sindacato ha chiesto un confronto per soluzioni alternative: «E sembrava che il Comune avesse aperto un dialogo propositivo con Co&So. Ma ad oggi nessuna delle proposte dà una reale prospettiva di continuità. La giunta ha previsto un ingente taglio delle risorse, non c’è volontà di prorogare né al momento per le lavoratrici prospettive di ricollocazione. L’assessore Semplici ha illustrato alcune ipotesi al vaglio dell’ente. Vista la prossima scadenza del contratto chiediamo che, responsabilmente, i tempi per la risoluzione della vicenda siano celeri».
 

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