La protesta
Mille firme per dire no al rifacimento di piazza Matteotti
La petizione sarà consegnata oggi in consiglio regionale Dardi difende l’architetto: scelto per le sue competenze
MONTALE. «Ho affidato io l’incarico al marito dell’assessora Neri e non ho problemi a sostenere che la mia scelta è stata corretta. Avevo tempi stretti e Andreini è un bravo professionista». Alle prime battute gli trema un po’la voce a Giacomo Dardi quando fornisce al Tirreno la sua versione, ma non ha dubbi sulla sostanza e rimanda le accuse al mittente. Lui non ha favorito nessun conflitto di interessi. Anzi. «Andreini è un professionista competente che stimo da 25 anni, io avevo la responsabilità di scegliere un bravo progettista e ho scelto lui. Ma per le competenze, non perché è il marito della Neri», dice al giornale.
Il caso è noto. In ballo a Montale c’è il rifacimento di piazza Matteotti. E il Comune capofila del progetto, che rientra nel Piano di innovazione urbana (Piu), è proprio Montemurlo. Giacomo Dardi è del Comune di Montemurlo ed è il responsabile del progetto su piazza Matteotti. Tocca a lui scegliere la squadra per realizzarlo e dà l’incarico all’architetto Mauro Andreini, marito dell’assessora al sociale del Comune di Montale Sandra Neri. La riqualificazione della piazza fa storcere il naso a tanti in paese. Non piace a molti abitanti di Montale: oggi portano in consiglio regionale le mille firme raccolte di una petizione. Non piace ai gruppi consiliari di centrodestra e di sinistra, uniti contro la maggioranza di centrosinistra. Ma soprattutto fa arrabbiare il consigliere comunale Alberto Pastorini della Sinistra Unita per Montale e il consigliere regionale Tommaso Fattori di Sì Toscana a Sinistra che puntano il dito: «Ci pare proprio una scelta inopportuna quella di affidare la progettazione della nuova piazza al marito dell’assessora Neri». E il presunto conflitto di interessi finisce in una mozione di Sì Toscana a Sinistra al parlamentino regionale. La giunta Rossi dovrà dare spiegazioni. Gli 800mila euro per la progettazione di piazza Matteotti infatti vengono dai fondi europei per l’inclusione sociale. Ma è la Regione ad erogarli.
Intanto il 5 giugno sarà forse il giorno della chiarezza a Montale. Torna all’ordine del giorno in consiglio comunale la questione piazza Matteotti. Le accuse dei gruppi del centrodestra e della sinistra sul caso Andreini rimangono e ci sarà una discussione in merito. E Pastorini spedisce pure una comunicazione all’Ordine degli architetti per sapere se il ruolo di progettista nel rifacimento di piazza Matteotti sia compatibile o meno con la figura di Andreini.
Non solo. Spunta fuori una lettera del 23 dicembre in cui è il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, a sollevare dubbi in merito al legame parentale tra Andreini e Neri. «Confermo l’invio della lettera – dice Betti – ma vorrei che si discutesse anche sul progetto». Intanto Dardi ribadisce che ha dovuto affidare l’incarico in gran fretta per il timore di perdere i finanziamenti. Poi la Regione ha trovato i soldi. E comunque Dardi ci tiene a far sapere che Andreini sarebbe pronto a dare in beneficenza i novemila euro di compenso lordo (e non quarantamila) che dovrebbero spettargli.
Il prossimo capitolo di questa storia è il consiglio comunale del 5 giugno.
Samuele Bartolini
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