Italia
Non sopravvive al trapianto di rene: medici indagati
PISA. Quel rene, Giuseppe Farinelli, lo attendeva da un anno. E quando a gennaio ha saputo che poteva fare l’intervento, è partito da Pistoia (la sua città) alla volta di Cisanello, per sottoporsi al...
PISA. Quel rene, Giuseppe Farinelli, lo attendeva da un anno. E quando a gennaio ha saputo che poteva fare l’intervento, è partito da Pistoia (la sua città) alla volta di Cisanello, per sottoporsi al trapianto. Ma l’imprenditore attivo nel settore degli infissi, 68 anni, dall’ospedale non è mai uscito. Per l’operazione è arrivato nella notte fra il primo e il due febbraio. E il 17 maggio è morto.
Ieri mattina, all’istituto di medicina legale del Santa Chiara, sul corpo dell’uomo è stata effettuata l’autopsia. La procura – ad occuparsi dell’indagine è il pm Giancarlo Dominijanni – ha iscritto nel registro degli indagati tutta l’equipe del professor Fabio Vistoli, docente associato alla facoltà di chirurgia generale dell’università di Pisa. Sono circa dieci i medici sotto inchiesta. Prima dell’esame autoptico gli indagati hanno nominato altrettanti medici legali. La famiglia del 68enne – la moglie Barbara Bertozzi e il figlio Alessio Farinelli – è assistita dall’avvocato Massimo Gori di Pistoia. «Purtroppo il paziente è rimasto in ospedale per tre mesi, con i familiari che lo vedevano man mano peggiorare. Prima gli hanno detto che la causa era un’intossicazione da farmaci – ricostruisce il legale della parte offesa – poi un batterio, mentre una volta trasferito in terapia intensiva dopo due giorni è morto».Il rene da trapiantare era appena arrivato dal nord Italia, «ma non ha mai iniziato a funzionare», spiega Gori. L’avvocato ha nominato come medico di fiducia Graziano Turchi, mentre l’autopsia è stata effettuata da Stefano Pierotti. I risultati dell’esame stabiliranno se davvero, per il trapianto non andato a buon fine, ci sono veramente delle colpe mediche. (s.t.)
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