Il Tirreno

Pistoia

La procura di Pistoia: «A processo l’ex sindaco Bertinelli»

di Massimo Donati
La procura di Pistoia: «A processo l’ex sindaco Bertinelli»

Nomine di dirigenti e concessione di contributi e spazi pubblici per le manifestazioni: chiesti 9 rinvii a giudizio

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PISTOIA. La procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli. Abuso d’ufficio, concussione e induzione indebita i reati contestati. Oltre che per l’ex primo cittadino Pd, il sostituto procuratore Linda Gambassi – titolare dell’inchiesta assieme al procuratore capo Paolo Canessa – ha depositato la richiesta di processo anche per altri 8 indagati: l’ex assessore e attuale consigliere comunale (Pistoia spirito libero) Tina Nuti; Annarita Settesoldi, ex dirigente comunale; Stefano Tognozzi, dipendente comunale; Elisa Spilotros, ex dirigente comunale; Nicola Stefanelli, ex dirigente e attualmente funzionario comunale; Maria Teresa Carosella, ex dirigente comunale; Lorenzo Paoli e Stefania Fanfani, professionisti esterni componenti della commissione esaminatrice che scelse Elisa Spilotros. Sarà il giudice dell’udienza preliminare Luca Gaspari a decidere se rinviare o meno a giudizio i 9 imputati. Ancora da fissare la data dell’udienza.

L’inchiesta. I fatti oggetto del procedimento risalgono al periodo maggio 2012-novembre 2016. Due i filoni dell’inchiesta, durata quasi due anni e portata avanti, assieme ai carabinieri del Nucleo investigativo, principalmente (fino al trasferimento in un altra sede) dal pm Fabio Di Vizio: uno relativo alla nomina di alcuni dirigenti comunali; l’altro a presunte pressioni per la concessione gratuita di spazi o per l’erogazione di contributi ad associazioni da parte del Comune in occasione di manifestazioni.

Obiettivo iniziale dell’inchiesta era quello di far luce sulla nomina di alcuni dirigenti comunali, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Ed era stato durante l’esame di alcuni testimoni che era nato il secondo filone dell’inchiesta: relativo ad indebite pressioni che sarebbero state esercitate da parte dei rappresentanti “politici” del Comune su alcuni componenti della macchina amministrativa dello stesso, in particolare dell’ufficio Sviluppo economico e Politiche sociali, per forzare loro la mano su determinate scelte. Secondo alcuni degli stessi dirigenti o funzionari chiamati a testimoniare, a volte anche prospettando eventuali procedimenti disciplinari per chi non avesse avallato le scelte della giunta, relative, nello specifico, allo concessione di contributi o di spazi gratuiti ad associazioni per iniziative e manifestazioni. Dieci i capi di imputazione contestati a Bertinelli, in concorso, a rotazione, con alcuni tra gli altri indagati.

Il caso Urbanistica. Sei gli imputati di abuso d’ufficio in relazione alla nomina, fra maggio e settembre 2012, di Elisa Spilotros a dirigente del servizio Urbanistica ed edilizia privata: Bertinelli, Settesoldi, Paoli, Fanfani, Tognozzi, Spilotros. Incarico che, secondo il pm, sarebbe dovuto andare ad Olga Agostini, allora funzionaria comunale (e attualmente dirigente dell’Urbanistica), non gradita al primo cittadino, che avrebbe per questo “governato la procedura concorsuale” affinché la commissione esaminatrice decidesse altrimenti.

Il caso Edilizia pubblica. Bertinelli è accusato di abuso d’ufficio assieme all’architetto Stefanelli per la nomina di quest’ultimo a dirigente a tempo determinato dell’Edilizia pubblica (novembre 2015- novembre 2016) senza alcuna selezione pubblica. Oltretutto, contesta la procura, a fronte di un’esperienza come dirigente supplente di soli 18 giorni laddove la normativa prevedrebbe una “comprovata esperienza pluriennale”. Sempre, spiega il pm, per “avversione e ritorsione per Olga Agostini”.

La sanzione annullata. Un’altra accusa di abuso d’ufficio per Bertinelli, questa volta in concorso con l’allora dirigente del servizio personale, informatica e comunicazione, Annarita Settesoldi, destinataria, nel giugno 2015, di una sanzione disciplinare irrogata dal segretario generale del Comune. L’ex sindaco, pur non avendone la competenza, avrebbe provveduto ad annullarla in autotutela, per far sì che la Settesoldi potesse assumere la dirigenza delle Risorse umane al Comune di Firenze.

Le luminarie natalizie. Bertinelli è accusato poi di induzione indebita assieme all’ex assessore Tina Nuti per il caso dei 7.500 euro destinati al Centro commerciale naturale del centro storico per l’allestimento delle luminarie natalizie 2015. Destinatarie delle pressioni psicologiche (prospettando loro anche un futuro ridimensionamento delle rispettive competenze), la funzionaria Barbara Ferrone e la dirigente Chiara Pierotti, che avevano negato il contributo per carenza dei requisiti necessari (come la certificazione antimafia di uno dei dirigenti del Ccn).

Gli spazi pubblici gratuiti. Bertnelli e Nuti sono poi accusati di concussione e induzione indebita per il tentativo di far concedere gratuitamente ad alcune associazioni l’uso di spazi pubblici per delle loro manifestazioni. Sempre esercitando pressioni sui funzionari comunali. Come la “Cattedrale ex Breda” all’associazione Amici di Pupigliana per l’evento “La Galleria dell’Anima”nel novembre 2013 (Pierotti si rifiutò perché era un atto contrario al capitolato d’uso); la “Fabbrica delle emozioni” di viale Antonelli per l’evento “Sconcerto di quartiere 2014”, anche questa negata dalla funzionaria Pierotti (nonostante la prospettazione – sostiene il pm – di conseguenze disciplinari); e la Galleria Nazionale per il mercatino di Natale 2014 (non previsto dal piano del commercio e in contrasto con il regolamento comunale) a “Colorando la città”: la funzionaria oggetto delle pressioni fu Barbara Ferrone.

I conigli vivi. Bertinelli e Nuti sono accusati invece di abuso d’ufficio per aver concesso il nulla osta all’utilizzo di conigli vivi nella manifestazione Pasqualand, in piazza del Duomo, nell’aprile 2015, nonostante l’assenza dell’ok dell’Asl.

I Percorsi notturni. Accusati di abuso d’ufficio per l’autorizzazione alla manifestazione “Percorsi Notturni” nel luglio 2014, sono Bertinelli, Nuti e Carosella. Autorizzazione concessa secondo il pm nonostante il no per ragioni di sicurezza da parte della polizia municipale e quello del competente servizio (Sviluppo economico).

Il commerciante ambulante. Infine, il solo Bertinelli è accusato di induzione indebita per aver fatto pressioni sulla Pierotti, nell’aprile 2016, per indurla a non attuare sanzioni e sospensioni nei confronti di un commerciante ambulante non in regola con il Documento unico di regolarità contributiva e moroso verso il Comune.
 

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