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Pistoia

«La Regione sancisca la chiusura nel 2023 dell’inceneritore»

«La Regione sancisca la chiusura nel 2023 dell’inceneritore»

Dopo il no del Consiglio di Stato all’impianto di Case Passerini il Pd aglianese chiede una ripianificazione a livello toscano

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AGLIANA. Una nuova pianificazione per la gestione dei rifiuti su scala regionale, che tenga conto della chiusura dell’inceneritore di Montale nel 2023, e l’apertura di una riflessione per la riconversione del sito di via Tobagi in attività legate alla filiera del recupero. Sono queste, secondo il segretario del Pd di Agliana, Matteo Manetti, le principali azioni da intraprendere alla luce della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha bloccato la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini.

«Gli elementi di novità emersi in questi giorni – spiega – non fanno altro che confermare la necessità di procedere nella direzione da noi lungamente auspicata, prima tra tutte la scelta di conseguire la cessazione dell’impianto di termovalorizzazione di Montale entro il 31 dicembre 2023. Tale orientamento ci consentirà di definire, ancor prima di quanto in precedenza ipotizzato, una nuova pianificazione regionale dei rifiuti che contempli la chiusura dell’impianto di Montale, in coerenza con gli impegni e le risoluzioni assunte dal nostro partito e secondo le indicazioni più volte espresse dal consiglio comunale. Per questo è mia intenzione presentare a nome del Pd una nuova mozione in consiglio comunale affinché la nostra amministrazione richieda con forza alla Regione che nei nuovi atti di pianificazione si espliciti la data di cessazione dell’impianto di Via Tobagi».

«Questo proposito – prosegue – espresso in coerenza con il lavoro di questi ultimi anni di amministrazione (a partire dalla modifica sulla durata delle convenzioni per il conferimento dei rifiuti per proseguire con la strenua difesa della proprietà dell’impianto durante tutta la fase di fusione delle aziende, fino alla riconferma delle tempistiche necessarie al rientro degli impegni finanziari sottoscritti con il mutuo da parte di Cis) rappresenta l’ultimo atto di un percorso di serietà e coerenza di cui il Pd è stato capace, parlando il linguaggio della responsabilità e della chiarezza fin dal primo momento di insediamento della giunta Mangoni».

«È per questo indispensabile – aggiunge Manetti – una visione pianificatoria nuova di dimensione regionale che superi le attuali previsioni dei singoli Ato quale unica e credibile proposta capace di offrire risposte adeguate alle necessità del territorio della Toscana, con le dotazioni impiantistiche necessarie e la concreta realizzazione di politiche virtuose proiettate verso una moderna visione di economia circolare. Recuperare, pertanto, i ritardi accumulati nelle percentuali di raccolta differenziata con l’estensione del porta a porta e della tariffazione puntuale, rappresenta l’impegno prioritario dell’intera regione».

«Ritengo, infine, opportuno – conclude – aprire fin da subito una riflessione per valutare la possibilità di un diverso utilizzo delle aree attualmente occupate dal Cis per immaginare una possibile riconversione verso attività ambientalmente compatibili e magari orientate al completamento della filiera di recupero della materia prima seconda».

Tommaso Artioli

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