La protesta
«È un appuntamento imperdibile»
Turisti culturali e pistoiesi: «Programma di qualità e la città dà il meglio di sé»
PISTOIA. Ore 13 di un sabato (non comune) pistoiese: il sole già estivo scalda una Piazza Duomo gremita di gente che in mano non ha lo smartphone ma, stranamente, un libro ed è in fila per farselo autografare da Marco Malvaldi. I telefoni escono di colpo quando si scopre che al bar Michi a prendersi un caffè c’è Fabrizio Gifuni, reduce dall’interpretazione del giornalista ucciso dalla mafia Giuseppe Fava e in serata di scena al “Manzoni” per un reading su Pier Paolo Pasolini.
Fotogrammi dal “Dialoghi sull’uomo” e del popolo variegato e cosmopolita intorno al tendone principale del festival. Tanti pistoiesi che evidenziano l’“aria nuova” portata dalla manifestazione e moltissimi turisti culturali. Tra loro un gruppetto di giovanissimi, zaino in spalla, studenti “fuorisede”. «Veniamo da Monza, in gita con la nostra scuola proprio per i Dialoghi», dicono Riccardo, Anna, Letizia e Marina del Liceo Scienze Umane “Carlo Porta”. Alcuni erano già venuti lo scorso anno sempre in gita, per altri la manifestazione e la città sono una scoperta. In mano un libro di Baricco, che li ha “rapiti” nell’incontro inaugurale come Simonetta Agnello Hornby. “È un appuntamento interessante– dicono – ci aiuta ad approfondire temi trattati in classe, l’attualità e, magari, per la scelta universitaria».
«In città c’è un’aria diversa – dice Leonardo Agostini, ventenne universitario pistoiese in Beni Culturali – c’è una partecipazione variegata. Per quantità e qualità dei programma è accostabile al festival della Filosofia di Modena-Sassuolo-Carpi». Sula spinta dei “Dialoghi”, anche Pistoia aveva lanciato un altro festival “Leggere la città” che però quest’anno non è stato organizzato. «Una perdita – dice Agostini – nel suo obiettivo più locale di riflessione sulla città era un evento interessante. Per me i Dialoghi sono imperdibili».
Spalmare i “Dialoghi” nel resto dell’anno piacerebbe ad altri ragazzi pistoiesi come Giacomo e Giulia Gori. «Abbiamo ascoltato Malvaldi e poi andremo all’incontro con Affinati e al reading su Pasolini – spiegano –. Questo evento valorizza la città, viva e frequentata non per il solito giro al mercato, ma per incontri su temi non scontati. Sarebbe bello avere manifestazioni satellite durante l’anno». Francesca arriva da La Spezia: «Finalmente ci sono riuscita: erano anni che volevo partecipare». «È la seconda volta per me – dice Flavia di Tarabbiago, nel milanese – siamo tornati per il clima che si respira e per il programma è di livello. Anzi è troppo pieno, dovremo fare un po’ di corse: alcuni incontri si sovrappongono». (e. p.)
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